Cronaca

Montecorice: il sindaco "sparate ai piromani"


La provocazione del sindaco di Montecorice è dettata dall'esasperazione. «Sparare a vista a chi appicca il fuoco: è un terrorista». Flavio Meola, sindaco di Montecorice, funzionario dell'Asl 3 a Roccadaspide, ha passato ore tra i suoi concittadini e tra migliaia di turisti ospiti del suo comune. «Il bilancio dei danni è incalcolabile - ill Comune sembra uscito da una guerra - dice Meola - non abbiamo dati certi sui danni, posso solo dire che sono incalcolabili». Ecco, quindi, la proposta-provocazione di Meola: «chi appicca il fuoco all'unico vero bene prezioso che la nostra terra ci offre è un terrorista. Le forze dell'ordine dovrebbero essere autorizzate a sparare a vista a chi appicca il fuoco. Sarebbe legittima difesa».Intanto Montecorice è isolata. Per arrivare in costiera cilentana, oltre le Ripe rosse, bisogna accollarsi un lungo giro per le contrade collinari: strade tortuose e strette. Non si trova un geologo per collaudare il tratto di strada che costeggia l'area boschiva completamente incendiata. Il costone percorso dal fuoco è diventato friabile terriccio e massi ricoprono la carreggiata. Per riaprire la strada deve intervenire l'amministrazione provinciale. E tra gli operatori turistici scoppia la rabbia: «Dopo il danno del fuoco, anche la beffa della strada chiusa per le ferie del geologo». Le stime. Ieri ancora sopralluoghi da parte della Forestale e dal nucleo di intelligence del Niab. Sotto osservazione la collina del Castelsandra e quella che sovrasta la spiaggia Arena. Da un colle all'altro si fronteggiano due abusi fragorosi. Dal versate di Montecorice quel che resta del tentativo di costruire un villaggio vacanze proprio con vista su punta Liscosa. Abbattuti negli anni scorsi i manufatti sulla spiaggia, rimangono ora gli scheletri di abitazioni sull collina. Visibilissimi, Un vero sconcio in quell'oasi che era Casa del Conte. Il presidente del Parco, Giuseppe Tarallo (ieri in sopralluogo con il vice presidente della giunta regionale Antonio Valiante nei territori distrutti dalle fiamme) spiega: «Siamo alla vigilia dell'abbattimento, non posso non collegare quell'incendio furibondo di mercoledì con l'iniziativa di bonifica che abbiamo avviato». L'altro abuso è il Castelsandra, il manufatto del boss Nuvoletta che non si è ancora deciso se deve essere abbattuto o riutilizzato. Anche attorno al recinto di quel grande albergo costruito coi soldi della camorra. anche in quel caso la collina completamente distrutta è nel mirino della speculazione, o comunque rappresenta uno smacco alla malavita quell'esproprio dello Stato. E la camorra s'è vendicata con il fuoco. E Valiante azzarda una prima stima: «Gli ettari percorsi dalle fiamme ammontano a circa tremila. Terreni ora tutti da recuperare: è qui il difficile». E oggi arriva il capo della protezione civile Guido Bertolaso. Incontrerà il personale impegnato sul fronte dell'emergenza roghi. le squadre di operai forestali ed equipaggi aerei. La situazione. Ieri sera un vasto focolaio si è sviluppato proprio nel centro di Agropoli. Sulla collinetta che si trova a ridosso della clinica Malzoni il rogo è stato alimentato da arbusti e rovi. Il fuoco ha lambinto le abitazioni e un elicottero dei vigili del fuoco partito da Pontecagnano, per aver ragione delle fiamme, ha fatto la spola tra lo specchio d'acqua prospiciente il porto turistico e il rogo. Momenti di terrore si sono vissuto sul luogo dell'incendio, si è temuto che qualche casa dovesse essere sgomberata, poi le fiamme sono state domate dall'alto. I sorvoli della cittadina turistica sono stati numerosi e allo spegnimento delle fiamme hanno assistito centinaia di persone. Solo pochi focolai per altro quasi completamente sedati resistono ancora nel Cilento. I Vigili del fuoco sono intervenuti a San Marco di Castellabate e in località Giuncatelle, zone che si trovano a cavallo tra Montecorice e Perdifumo. Continua ad ardere invece senza sosta il rogo che da ieri sta devastando la macchia mediterranea e un bosco ceduo sul Monte Stella, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Focolai si registrano anche a Teggiano, Sant' Angelo a Fasanella e Castellabate. Piromani in azione anche tra gli uliveti nel borgo di Terravecchia a Giffoni Valle Piana. E non sono mancate le polemiche sui ritardi dell'intervento dei mezzi aerei.

Fonte: il Mattino"

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