Attualita'

La scoperta del Cnr: Rodio e S. Mauro la Bruca città dei Cavalieri di Malta


Rodio e S. Mauro La Bruca dal 1200 erano possedimenti dell’Ordine giovannita, detto poi di Malta, e proprio grazie alla presenza stabile dei Cavalieri i due nuclei rurali si aggregarono fino a diventare città. La scoperta è di una ricercatrice del Cnr di Roma che ha rinvenuto nella National Library of Malta un manoscritto del 1626 e, all’interno di esso, due carte sciolte (acquarelli) datate al 1660 che raffigurano con dovizia di particolari i due paesi del Cilento.  I risultati del lavoro di ricerca, che per la prima volta include nell’elenco ufficiale dei possedimenti dell’Ordine questi due centri, sono confluiti nel volume “Le città dei cavalieri” di Antonella Pellettieri. La presentazione del libro si terrà venerdì 4 gennaio alle ore 18 a Rodio, nella chiesa di S. Agnello Abate, e il giorno successivo a S. Mauro la Bruca. Al primo appuntamento sarà presente l’autrice Antonella Pellettieri, dirigente di ricerca di storia medievale del Cnr e responsabile del progetto internazionale "Territorio e insediamento in Europa e nel Mediterraneo" (in cui rientra lo studio dedicato agli ordini cavallereschi), e il sindaco di Pisciotta Cesare Festa. A Rodio e a S. Mauro si sapeva di una presenza dei cavalieri di Malta, ma finora non se ne era mai individuata la natura né per quanto tempo essi furono i feudatari dei due paesi. La scoperta di Antonella Pellettieri include a pieno titolo i due centri tra i possedimenti dell’Ordine, legandoli inscindibilmente alla storia dei Cavalieri giovanniti che lottavano per liberare il Santo Sepolcro, ma avevano come missione anche la cura dei malati, l’assistenza ai poveri e l’aiuto ai pellegrini. Dai possedimenti più lontani dalle vie di comunicazione per Gerusalemme traevano derrate alimentari e rendite che servivano a finanziare la loro opera e la guerra santa. E questo doveva essere il ruolo anche di Rodio, la cui denominazione richiama l’isola di Rodi, sede dell’ordine, e S. Mauro La Bruca, il cui stemma comunale è identico a quello dei cavalieri di Malta. «Pubblicando il volume che raccoglie i risultati di questo studio il Comune di Pisciotta intende effettuare un investimento culturale che si inserisce in un più ampio percorso di recupero della memoria – spiega il sindaco Festa – Abbiamo già chiesto alla Regione Campania di conferire a Rodio il riconoscimento di “centro storico di particolare pregio”. Il passo successivo sarà quello di restaurare il grandioso Palazzo Landulfo, anche noto come Palazzo baronale, autentico monumento di storia e cultura oggi purtroppo non fruibile». Il manoscritto, ritrovato a Malta e custodito in copia anche all’Archivio di Stato di Napoli, è un registro patrimoniale dei possedimenti dell’Ordine, che veniva redatto ogni 25 anni. L’eccezionalità della scoperta non risiede nel testo in sé quanto piuttosto nell’inserimento dei due centri cilentani, finora trascurati dalla storiografia. Appartenevano al baliaggio di Sant’Eufemia di Calabria, afferente al priorato di Capua, che era poi uno dei tre del Sud Italia (assieme a Barletta e Messina). I priorati, a loro volta, erano suddivisi in baliaggi e commende. I primi erano più importanti e legati di solito alla presenza di monasteri benedettini. Il Registro patrimoniale del 1626 ritrovato a Malta conferma che tra i possedimenti del baliaggio di Sant’Eufemia c’erano appunto Rodio e S. Mauro, sebbene ci fosse già un documento di del 1279 che facesse questo riferimento, tuttavia in base ad esso non si era mai indagata l’appartenenza dei due paesi all’ordine. «Quando ho trovato il manoscritto a Malta credevo che si trattasse di un falso – spiega Antonella Pellettieri – È un registro patrimoniale elegantissimo, con una copertina di carta pressata e sopra gli stemmi di Sebastiano Cagnolo, commendatore dell’ordine di Malta. Ma a rendere ancora più prezioso il tutto sono anche i 2 acquarelli inseriti all’interno come carte sciolte, che costituiscono l’unica rappresentazione iconografica dei 2 paesi finora ritrovata.. Sono carte bellissime, disegnate da un vedutista con dovizia di particolari. Quando mi sono recata nei due luoghi ho verificato che è esatto perfino il numero delle finestre dei palazzi d’epoca e anche la distanza tra una chiesa e l’altra. Seguendo queste carte come se fossero una mappa, sono riuscita a individuare l’esatta località in cui sorgeva il monastero benedettino a S. Mauro, ai piedi del centro abitato ma verso il mare, ovvero in un luogo che finora nessuno aveva mai ipotizzato. La carta di Rodio, invece, reca i particolari dei ponticelli che attraversano due fiumi, ma anche il nucleo antico del borgo che nasceva attorno alla chiesa di S. Agnello e al Palazzo baronale, nel disegno con una splendida torre merlata che oggi non esiste più».

Top
Condividi su Facebook
Condividi su Twitter
Condividi su Whatsapp
Condividi su Linkedin