Attualita'

Da Agropoli al Saharawi, nel deserto del nord Africa


Il giorno 22 novembre, hanno fatto ritorno ad Agropoli i quattro operatori sociali partiti per una visita, che li ha visti impegnati presso i campi profughi Saharawi dislocati nel deserto algerino. Antonio GIACCO (OPG), e le volontarie del Servizio Civile della Città di Agropoli Mariapia MARTINES, Daniela CAMPANILE e Fabiana HETMAN, si sono intrattenuti per dodici giorni presso le tendopoli dei profughi Saharawi, popolo costretto a vivere in esilio da decenni, in quanto la loro terra è stata occupata con la forza dal Marocco da oltre trent’anni.

 Un viaggio questo con la finalità di valutare di persona le difficili condizioni di vita in cui versa “il popolo del deserto”. Il gruppo è stato ospitato nel campo profughi di Smara e durante tutta la permanenza è stato impegnato in una serie di visite ed incontri con le comunità locali, nonché con i massimi responsabili delle strutture pubbliche, che nonostante la povertà imperante riescono comunque a soddisfare, anche se parzialmente alle esigenze della popolazione. “I bisogni primari, quali l’approvvigionamento di generi di prima necessità non mancano, ma dovrebbero essere potenziati” afferma Antonio Giacco proseguendo: “Da quelle parti purtroppo si muore per banalissimi disturbi , basti pensare ad esempio che molti decessi neonatali, sono causati da patologie che da noi vengono curate con tecniche mediche e sanitarie di normale amministrazione” – Ed è verso i bambini che l’attenzione del gruppo si è rivolta maggiormente in quanto sono loro a soffrire maggiormente i disagi che una vita nel deserto comporta. Ma quello che ha colpito maggiormente è stato il grande spirito di accoglienza e di solidarietà dimostrato dal popolo Saharawi: difatti durante tutta la permanenza, al gruppo di osservatori, non è stato negato niente. Tanta commozione ha suscitato il gesto di un disabile, che muovendosi con difficoltà non ha esitato a consegnare la bandiera del suo popolo nella mani di Antonio Giacco. Il ritorno in patria da parte dei nostri concittadini, rappresenta non solo la fine di un’esperienza a loro dire bellissima e doverosa, ma vuole significare anche il preludio di una nuova fase di aiuti e di opere di solidarietà, che nonostante tutto nei mesi scorsi la nostra città ha già avviato, ospitando una piccola comitiva di bambini, accolti ed ospitati fra le cure dell’Oratorio PG Selvi, dalle ragazze del Servizio Civile di Agropoli e da tante altre istituzioni pubbliche e private. “Prima di ogni oasi vi è un deserto”: auspichiamo dunque che dopo tante sofferenze per il popolo Saharawi si apra una nuova stagione di riscatto sociale che possa far rinascere dalle roventi dune desertiche la ritrovata dignità di genti che da decenni rivendicano i confini, l’autonomia e la libertà di vivere finalmente in una patria vera, come tutti i popoli, verso cui la storia, nonostante tutto, ha voluto essere più generosa sotto il profilo dell’autodeterminazione e di migliori condizioni di vita. Vincenzo D’Andrea

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