Dieci minuti. Tanto è durato martedì il consiglio comunale chiesto dai consiglieri di minoranza per discutere del futuro del porto. Ma, in aula erano presenti solo dodici consiglieri di maggioranza. L'assenza della minoranza è stata giustificata con una lettera in cui i consiglieri Mario Capo, Nicola Comite, Adamo Coppola, Gianluigi Giuliano, Emilio Malandrino e Paolo Serra hanno motivato l'assenza per «precedenti impegni di natura politica».Intanto Santosuosso torna sulla polemica dei giorni scorsi «Continuo a chiedermi di cosa dovrei vergognarmi» afferma in risposta ad alcuni manifesti affissi sui muri nei giorni scorsi a firma dei consiglieri di minoranza. «Per avere sospeso una seduta burrascosa e per avere invitato chi la rendeva tale a lasciare l'aula? - ha proseguito - Eppure erano tutti presenti quando alcuni urlavano e offendevano i consiglieri comunali con termini degni di essere censurati. Io credo di avere interpretato il ruolo che ricopro con democrazia e imparzialità». Lo scontro si è aperto in consiglio comunale dopo un primo manifesto in cui la minoranza accusava pochi esponenti dell'amministrazione comunale di «trattare del Porto di Agropoli come di un affare privato». Per questo la minoranza aveva chiesto la convocazione del consiglio fissato per il 18 novembre per chiedere la revoca della delibera riguardante il protocollo d'intesa sottoscritto per la costituzione di AgropoliNavigando e di conseguenza una serie di garanzie relative al futuro dello scalo. «Ci accusano di aver messo "in vendita il porto". Nulla di più falso» rispondono i partiti della maggioranza. «Agropoli Navigando» esiste già - chiarisce l'assessore al Porto, Bruno Dalto. - Ad essa il Comune parteciperà attraverso il passaggio in consiglio comunale. Il Comune avrà il 35% delle quote societarie, Campania Navigando, che rappresenta Stato e Regione, il 30% e i pontilisti privati il restante 35%».



