Torna in manette la presunta usuraia, originaria della provincia di Caserta, che nel giugno del 2005, era riuscita ad imporre ad una sua vittima, di donare un rene, per pagare il debito maturato con gli strozzini, 23mila euro. Una vicenda incredibile che vide come scenario una delle più note cliniche private di Vallo della Lucania che, collaborando con le forze dell'ordine, consentì ai militari di agire sotto copertura, travestiti da medici ed infermieri. A coordinare l'operazione la Procura della Repubblica del Tribunale di Vallo che, dopo aver ricevuto la denuncia della persona sottoposta ad usura, per fermare l'aguzzina con le mani nel sacco, decise di agire all'interno della clinica dove la donna stava incassando i 23mila che erano stati pagati da chi doveva ricevere il rene e che aveva versato alla vittima del giro di usura la somma. Una storia incredibile che oggi torna d'attualità, perchè i Carabinieri del Nas, il nucleo antisofisticazione, dopo una lunga vicenda giudiziaria, hanno eseguito una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti della donna di Caserta, obbligata, ma solo perchè ultra70enne, solo agli arresti domiciliari. Ad emettere il nuovo provvedimento giudiziario il GIP del Tribunale di Vallo della Lucania che ha accolto le richieste avanzate dalla Procura della Repubblica.



