La Guardia Costiera evita in extremis un disastro ambientale. Sono le 15 del pomeriggio del 30 giugno scorso quando, al largo di punta Licosa, unimbarcazione con oltre ottocento litri di gasolio a bordo resta incagliata nella randa. La chiamata di soccorso parte via radio e i due mezzi della Guardia Costiera Cp855 e Cg 236 vengono subito inviati in zona. Sulla barca, terrorizzati, ci sono due adulti e tre bambini, che vengono soccorsi e trasportati prima sulla motovedetta poi sulla circomare di Agropoli, che li conduce nel porto agropolese. Tratte in salvo le persone, si passa alla messa in sicurezza della barca. Prezioso lintervento della ditta specializzata, la Cooperativa Restuccia, tempestivamente contattata dalla Guardia Costiera di Castellabate. Alle otto di ieri mattina, iniziano le operazioni svuotamento e disincaglio dellimbarcazione da diporto, cui partecipano la ditta tecnonautica «UBiondo» di Giovanni Biondo e la società Restuccia sos di Raffaele Restuccia, con lausilio di Gianni Giaimo. Le operazioni vengono coordinate dal Comando dellUfficio locale marittimo di Santa Maria di Castellabate. Sono due uomini della Guardia Costiera, il comandante Cafarelli e lagente Andrea Castaldo, a seguire via mare la complessa procedura di disincaglio, mentre via terra la Centrale operativa diretta dal sottocapo Franco Marigliano, coadiuvato dallagente Mario Perna, dispongono immediatamente la messa a secco dellimbarcazione e ispezionano scrupolosamente lo scafo. Alle sedici termina la complessa operazione, senza nessun danno ambientale, nè danno a persone. Ma le difficoltà sono state tante e il pericolo di provocare un disastro ambientale è stato veramente sfiorato. Grazie alla prontezza degli Angeli del mare le acque sono salve dallimmenso quantitativo di gasolio che le avrebbe irrimediabilmente contaminate. E non è la prima volta che gli uomini della Guardia Costiera fronteggiano emergenze di questo tipo. Durante lestate il mare, solcato da centinaia di imbarcazioni, richiede una vigilanza superiore alla media, per evitare i pericoli che quotidianamente si corrono di inquinamento e non solo. Indispensabile e prezioso, quindi, il ruolo della Capitaneria di porto e delle velocissime motovedette. Luciano Mauro



