Doppia sorpresa nel corso della tavola rotonda organizzata ieri pomeriggio (17 ottobre) a Villa Matarazzo in occasione della presenza della Coppa del mondo sul territorio di Castellabate. Oltre gli interventi dei relatori previsti da programma, infatti, due collegamenti telefonici hanno messo in contato la sala prima con il presidente della Figc Giancarlo Abete e poi con il ct della nazionale Marcello Lippi.
Ad aprire levento, moderato dal giornalista Antonio Abate, il sindaco Costabile Maurano. Quindi, sono intervenuti il presidente provinciale Figc Antonio Sessa, il presidente della Salernitana Calcio Antonio Lombardi, il consigliere nazionale Figc Salvatore Gagliano, il presidente regionale della Figc Salvatore Colonna.
Marcello Lippi ha ricordato i momenti difficili che hanno preceduto i mondiali, con la bufera di calciopoli. «Dopo due anni di lavoro avevamo costruito una squadra molto forte e compatta ha raccontato il ct Cera una grande voglia di fare qualcosa di importante e il gruppo ha saputo trasformare tutto in energia positiva. Sapevamo di non aver alcuna responsabilità in quanto veniva imputato al mondo del calcio. Con questa convinzione e entusiasmo abbiamo fatto i mondiali e sicuramente ci abbiamo messo qualcosa in più. Ma la cosa più importante erano i due anni di lavoro alle spalle; se fossimo stati una squadra scadente ci saremmo squagliati come la neve al sole».
La gioia provata il 9 luglio 2006 è indelebile anche per il presidente della Figc Giancarlo Abete. «Vincere la finale dei mondiali è la massima soddisfazione per chi ama il calcio. E questo è avvenuto in una fase molto delicata del calcio italiano ha spiegato Abete La vittoria era importante per ridare uno spessore di competitività e di orgoglio al nostro calcio, ma nel contempo abbiamo fatto felici milioni di tifosi in Italia e migliaia di nostri emigranti in Germania. Un grande risultato sportivo e una grande emozione. Incontreremo il Brasile il 10 febbraio a Londra e in quella occasione ci saranno in campo la metà delle coppe del mondo vinte in tutte le edizioni. Significa che, nonostante tutte nostre problematiche (la violenza, gli stadi non funzionali, etc.), il calcio italiano rimane un motore di unimmagine positiva del nostro Paese in tutto il mondo».
Poi, risponde a chi solleva il dubbio sullautenticità del trofeo presente a Castellabate. «La Coppa che abbiamo vinto è proprio questa dice Ora, di ritorno da Coverciano, sono nel mio ufficio. Qui sta la Coppa quando non è in giro per il nostro Paese. Ma adesso non cè e sono rattristato. Tutti noi abbiamo vissuto la vittoria con entusiasmo e avere la Coppa vicino ci fa percepire a distanza di anni quella gioia e ci fa riflettere su quanto il calcio portatore di emozioni positive e quindi va salvaguardato facendo tutti unassunzione di responsabilità».
Il presidente della Salernitana Calcio Antonio Lombardi saluta invece la moglie del compianto capitano Agostino Di Bartolomei e ricorda che la Salernitana ha scelto limmagine del grande Ago per fare da sfondo alle tessere degli abbonamenti. Ma Lombardi formula anche un auspicio. «Mi auguro dice che con la vittoria della Coppa del mondo si ridisegnino anche le regole del calcio che purtroppo è malato e va curato. Bisogna cercare innanzitutto di riqualificare gli stadi italiani perché sono vecchi e obsoleti. Poi dobbiamo aprirli e cercare di riportarvi le famiglie e i bambini. Ma dobbiamo anche abbattere anche quelle barriere che esistono solo nei nostri stadi: non si può fare calcio con file di ore davanti ai tornelli e cercando di ingabbiare i tifosi, perché cè qualcosa che non funziona e così non si va da nessuna parte».



