Il ruolo del mediatore familiare è al centro dellincontro informativo e formativo organizzato dal Piano di Zona ambito S/6. Lobiettivo è di informare la società civile della figura ormai istituzionalizzata del mediatore familiare, soprattutto in casi di divorzi e separazioni e della funzione che questultimo può in maniera neutra esercitare per ristabilire le responsabilità dei due genitori in vista delleducazione dei figli. Ma sarà inoltre un momento di formazione per tutti gli operatori di associazioni no profit, assistenti sociali, volontari ed esperti che operano nel Terzo Settore. Sarà un momento di confronto grazie anche alla presenza di rappresentanti istituzionali e delle Asl locali, della scuola, di avvocati. La legge sullaffidamento condiviso (6 febbraio 2006) ha conferito maggiore importanza e funzionalità al ruolo del mediatore familiare, tale figura infatti può essere espressamente richiesta dal giudice o dagli avvocati di entrambe le parti in causa. Ma perché coinvolgere in vicende familiari precarie un mediatore? «La figura tecnica del mediatore familiare spiega Rossana Barretta, assistente sociale del Piano di Zona si inserisce affinché le dispute e le discordie tra ex coniugi si risolvano in una nuova forma di organizzazione familiare per garantire ai figli una educazione adeguata, questo anche se i due genitori vivono separatamente e in nuovi contesti familiari, dando vita alle cosiddette famiglie allargate. Il mediatore familiare crea i presupposti per far incontrare i due partner separati e decidere sulla crescita del ragazzo». La mediazione familiare è un percorso condiviso da genitori separati e divorziati. In tale contesto, il mediatore familiare indirizza entrambi i genitori, affinché possano esercitare una comune responsabilità genitoriale.



