Politica

Campania: rimpasto del governo regionale. Ora si attende la Provincia


A quasi un mese dal terremoto giudiziario che ha travolto l'Udeur, Antonio Bassolino rimpasta l'esecutivo regionale. Profondamente. Entrano cinque tecnici al posto di altrettanti politici. I nuovi assessori sono l'economista Mariano D'Antonio, cui vanno le deleghe del Bilancio e della programmazione (il vicepresidente Valiante si consola con quelle al Personale e alla Riforma della macchina regionale), il sociologo Domenico De Masi, docente alla Sapienza di Roma, che gestirà Turismo e Beni culturali, il presidente di Greenpeace Italia, Walter Ganapini, nuovo responsabile dell'Ambiente (in passato è stato assessore al comune di Milano).

 Gli altri due neo-assessori sono: alle Politiche sociali Alfonsina De Felice, ordinario di sicurezza sociale alla Federico II di Napoli nonché presidente dell'Ato 3 Sarnese-Vesuviano; all'Università e ricerca Nicola Mazzocca, ordinario dei sistemi di elaborazione dati alla facoltà di ingegneria della Sun. Escono dalla Giunta - oltre i due assessori dell'Udeur Luigi Nocera e Andrea Abbamonte, dimessisi dopo il coinvolgimento nell'inchiesta sul partito del Campanile ed ancora ai domiciliari - anche il socialista Marco Di Lello e due esponenti del Pd, Teresa Armato e Rosa D'Amelio, in vista di probabili candidature nella competizione elettorale politica del 13 e 14 aprile. Confermato il resto della squadra: Oltre al summenzionato Valiante conservano i rispettivi incarichi Ennio Cascetta (Pd) ai Trasporti; Gabriella Cundari (Verdi) all'Urbanistica; Andrea Cozzolino (Pd) all'Agricoltura e attività produttive ; Corrado Gabriele (Prc) all'Istruzione e lavoro; Angelo Montemarano (Pd) alla Sanità ed Enzo De Luca (Pd) ai Lavori pubblici.

In Provincia, il presidente Villani spinge sull'acceleratore anche qui per il rimpasto all'interno della sua giunta di Governo: alcune indiscrezioni che arrivano da Palazzo Sant'Agostino parlano di un Villani convinto a revocare l'assessorato ai due esponenti dei Popolari Udeur, vale a dire Cennamo e Terrone, ma anche all'unica donna della squadra di governo, l'assessora Arcella, esponente del partito dei comunisti italiani. Una scelta sulla quale il presidente della provincia sta meditando anche alla vigilia della competizione elettorale per le politiche che non lo vedrà impegnato in prima persona, ma che potrebbe vedere alcuni esponenti della sua giunta, in corsa per una poltrona in parlamento. Sulla vicenda Popolari Udeur, dopo aver atteso qualche settimana in attesa di un chiarimento, adesso Villani potrebbe attuare il pugno duro, anche se si tratta di una mossa che guarda anche all'interno del suo partito, il partito democratico. La scelta di liberare, di fatto, ben 3 poltrone di assessore si traduce in una forte apertura verso gli uomini del PD che si trovano su posizione diverse rispetto a chi, oggi, punta, senza mezzi termini, ad una ricandidatura per le elezioni del 2009. Dietro una posizione politica si nasconde anche l'intenzione di rafforzare la propria situazione interna al partito democratico, perchè pare quasi scontato che l'attribuzione delle deleghe ad esponenti del PD, è legata proprio alla necessità di ricompattare il partito attorno al suo nome in vista della scadenza elettorale.

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