Quello accaduto nel dopo partita della gara tra U.S.Agropoli e Vietri Baia è il colmo. Le dichiarazioni al vetriolo di capitan Calabrese a nome della squadra contro il presidente Carmine Adinolfi, sono forse il primo caso in Italia in cui i giocatori sfiduciano il loro presidente e non viceversa. Stanchi e colmi di rabbia, i calciatori sono scesi in campo con la mente da tuttaltra parte ma nonostante tutto hanno onorato la maglia, vincendo per tre a uno e compiendo il loro dovere, un dovere morale più che contrattuale dal momento che la controparte, chi doveva rispettare i suoi impegni verso gli undici gladiatori che sono scesi in campo, le promesse non è riuscito a mantenerle. Aspettiamo le sue dimissioni ha tuonato Calabrese senza che nessun altro membro della società cercasse di fermarlo, segno che la frattura con il presidente non riguarda solo i calciatori, ma lintera dirigenza.
Ma perché si è arrivati a questo punto?
Il motivo è evidente: Adinolfi non gode di risorse illimitate da investire nella società dunque per gestire la squadra aveva fatto affidamento su sponsorizzazioni e fondi promessi da altri dirigenti che col tempo sono venuti meno. A questo punto il presidente non ha voluto mettere nuovamente mano al portafoglio: ho onorato i miei impegni andando anche oltre, sono altri i soci inadempienti ha dichiarato il numero uno agropolese.
Ma è proprio questo che i giocatori gli rinfacciano: è facile fare il presidente con i soldi degli altri ma un presidente ha il dovere, venuti meno dei soci, di onorare personalmente tutti gli impegni assunti.
Si è arrivati insomma al capolinea. La frattura definitiva si è verificata nel corso di una riunione tenutasi negli spogliatoi dello Stadio Guariglia la scorsa settimana quando Adinolfi ha tenuto a rapporto la squadra per invitarla ad attendere ancora qualche giorno per gli stipendi. Ma i giocatori gli hanno fatto notare che sono stanchi di continue promesse e che non si può fare il calcio contando sui soldi degli altri, se non si hanno risorse adeguate per garantire un campionato dignitoso ad una squadra è inutile farsi avanti, non si può pretendere che altre persone buttino via dei soldi per far fare bella figura ad altri. Sentito ciò, il massimo dirigente dei delfini ha lasciato la riunione sbattendo la porta e minacciando tramite la stampa le dimissioni. Si arriverebbe così alla stessa soluzione auspicata dai calciatori, così sostengono - nuovi soci potranno avvicinarsi alla società. E tutti i torti daltronde non li hanno. Qualcuno pronto a investire se Adinolfi si facesse da parte effettivamente cè, ma il presidente al di là delle dichiarazioni di facciata non si dimette anzi, nel post gara di Agropoli Baia, ha dichiarato che in settimana tramite la stampa farà avere sue notizie e che probabilmente annuncerà lingresso di nuovi soci.
A questo punto siamo certi che la querelle è destinata ad andare avanti. Martedì i giocatori sperano in un nuovo faccia a faccia al termine del quale Adinolfi accetti di andare via. Se ciò non dovesse accadere sarebbero poche le vie duscite. Se non va via lui, i restanti soci dellU.S.Agropoli potrebbero riunirsi e sfiduciarlo, o accettare di andare avanti con una situazione davvero complessa. Al di la delle situazione economica infatti, i rapporti si sono ormai deteriorati e probabilmente qualcuno dovrà fare un passo indietro per il bene della società e della città perché alla luce di quanto accaduto ieri, sembra proprio difficile che il rapporto possa essere sanato. Ernesto Rocco



