Attualita'

Asl, manager spreconi: prime lettere di diffida


Manager sotto la scure dei tagli: sono partite nei giorni scorsi le prime lettere di diffida firmate dal capoarea dell’assessorato regionale alla Sanità Albino D’Ascoli, indirizzate ai direttori generali che risultano, dal trimestrale di cassa registrato a fine maggio, fuori dai parametri fissati dalla manovra di contenimento della spesa. Il primo dato è che a soffrire di più sono le Asl territoriali: rispetto alle aziende ospedaliere qui è più difficile incidere sulle centrali di spesa e razionalizzare i costi del personale, accorpando reparti o dipartimentalizzando i servizi. Anche i controlli sul territorio sono di difficile attuazione. Secondo indiscrezioni le diffide più incisive le avrebbero incassate i direttori delle Asl di Salerno: in particolare, la reprimenda più dura sarebbe quella recapitata al manager della Asl Salerno 3 Donato Saracino, peraltro incolpevole, almeno da una prima analisi, dei circa 10 milioni di euro in più di spesa sostenuti per far funzionare il centro di riadioterapia stereotassica dell’ospedale di Agropoli. Quest’ultimo, infatti, è gestito in collaborazione tra l’azienda pubblica e il gruppo privato Malzoni ma imposta, a partire dal 2004, da una delibera della giunta regionale sulla scorta della carenza di tale servizio, su tutto il territorio regionale. Più recentemente, inoltre, alla rottura e malfunzionamento di tutte le apparecchiature per la radioterapia tradizionale nel territorio salernitano ha fatto riscontro la lievitazione delle attività in convenzione col centro di Agropoli anche per questa prestazione. Prestazioni, peraltro, da compensare con la mobilità interaziendale. Ma la regione adotta la linea del rigore e non approfondisce. Tra i casi positivi si segnala, invece, il Monaldi che risulta oltre la soglia del 6,5 per cento di tagli preventivati, di circa mezzo punto percentuale.

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