Agropoli non è l’unico comune salernitano che ha bandito dalla propria mensa scolastica pollo, tacchino e uova. Prima del diessino Antonio Domini un altro sindaco ha fatto la stessa cosa, senza clamori di cronaca. Si tratta del forzista Alberico Gambino, primo cittadino di Pagani. «Me lo hanno chiesto i genitori dei bambini - spiega tranquillo Gambino - così, una quindicina di giorni fa ho firmato l’ordinanza: sarà valida per una ventina di giorni, il tempo di vedere come va». Identico l’atteggiamento del sindaco-veterinario di Sala Consilina, Gaetano Ferrari. «Ha ragione il ministro quando dice che gli allarmismi fanno più male di qualsiasi altra cosa. Anche se, per cercare di tranquillizzare al massimo i genitori anche noi abbiamo ritenuto di sospendere la carne di pollo dalle mense scolastiche, ben sapendo che non esiste alcun pericolo». Intanto, proprio mentre il ministro della Salute, Francesco Storace, continua a ribadire il proprio «no alla psicosi» da palazzo Sant’Agostino sulla questione pandemia aviaria parte un dura lettera all’assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Cozzolino. Mittente, l’assessore alle Politiche agricole Corrado Martinangelo. Semplici le richieste: fare un punto sui controlli sanitari delle Asl; verificare le azioni di controllo sulle etichettature e sull’origine degli animali in questione con un apposito monitoraggio; avviare una grande campagna promozionale sulle carni bianche italiane. «Atti - scrive Martinangelo - quanto mai importanti dal momento che in provincia di Salerno siamo di fronte ad un gioco pericoloso: un sindaco che toglie dal menù delle mense scolastiche il pollame ed i derivati per timore dell’influenza aviaria ed il ministro della Salute che lo attacca, lasciando la gente disorientata». L’assessore provinciale chiede al suo collega di palazzo Santa Lucia di convocare «urgentemente un tavolo tecnico-istituzionale per avere l’esatta contezza della situazione al fine di salvaguardare sia la salute ma anche e soprattutto di tutelare i prodotti campani». Intanto, questa mattina, si terrà proprio in Provincia un incontro organizzato dall’assessore all’Attività faunistica, Carmine Cennamo, per presentare il programma di screening messo in campo con l’università Federico II di Napoli e con l’Istituto Zooprofilattico di Portici e che servirà a studiare il flusso di uccelli migratori sul territorio salernitano e il loro stato di salute, per evitare eventuali epidemie. «Sono rispettoso delle Istituzioni - ci tiene a sottolineare Cennamo - se il ministero ci manda delle direttive, noi le seguiamo. Ci è stato detto, e documentato, che non ci sono rischi per il nostro paese quindi non credo che i sindaci facciano bene a bandire le carni bianche dalle proprie mense scolastiche anche se, da primo cittadino di un piccolo comune come Postiglione, capisco anche le ragioni del collega di Agropoli, pressato dalle richieste dei genitori spaventati». Sulla stessa lunghezza d’onda, in fondo, sono anche tutti gli altri sindaci da nord a sud dell’estesa provincia salernitana. Nessuno di loro ne fa una questione di colore politico: tutti affermano di rispettare il ruolo delle Istituzioni centrali e parlano di «inutili allarmismi». Come l’assessore alle Politiche scolastiche di Salerno, Ermanno Guerra, che ricorda: «Il nostro compito di amministratori è anche quello di rassicurare i cittadini. Anche qui alcuni genitori hanno avanzato richieste in tal senso, ma noi non le abbiamo assecondate. Per noi fanno fede le disposizioni ministeriali». La pensano allo stesso modo anche il sindaco Giuseppe La Mura di Angri, medico di professione. Quindi quelli di Nocera Inferiore e Superiore, Antonio Romano e Gaetano Montalbano. Vincenzo Sica di Capaccio e Dario Del Gais di Pontecagnano Faiano. Questi ultimi, entrambi, dichiarano di essersi posto il problema ma di aver preferito lavorare sulla prevenzione. Come anche il sindaco di Battipaglia, Alfredo Liguori, che ha intensificato i controlli con Asl e polizia municipale sulle etichettature dei prodotti.



