Dopo la sospensiva del Tar di Salerno, anche il Consiglio di Stato si pronuncia sulla mancata convalida, da parte dell’Alento Montestella, del consigliere Alessandro Lo Schiavo, quale rappresentante del Comune di Castellabate in seno all’ente montano.Il giudice amministrativo di appello ha emesso nei giorni scorsi un’ordinanza con cui respinge l’appello cautelare proposto dall’Alento Montestella “in considerazione degli interessi in gioco e dell’opportunità di assicurare, nelle more del giudizio, l’operatività dell’organo collegiale comunitario nella completezza dei suoi componenti”. Per questi motivi il Consiglio di Stato ha confermato la sospensiva della delibera con cui il consiglio generale dell’ente montano non convalidava l’elezione del consigliere Lo Schiavo.
L’amministratore di Castellabate è stato nominato lo scorso 17 dicembre dal consiglio comunale come proprio rappresentante in seno al consiglio generale dell’Alento Montestella, in sostituzione di un altro consigliere dichiarato decaduto. L’assemblea della comunità a, quel punto, avrebbe dovuto solo prendere atto della nomina, invece si è rifiutata di convalidarla con una motivazione pretestuosa, che è stata puntualmente scalzata prima dal Tar di Salerno e ora dal Consiglio di Stato.
Eppure, a quattro mesi dalla nomina del rappresentante di Castellabate, il consiglio generale dell’Alento Montestella non ha ancora preso atto della volontà espressa dal Comune di Castellabate, pur essendo ampliamente scaduto il termine di 10 giorni previsto dallo Statuto comunitario. Di qui la diffida formulata dai legali del Comune nei confronti del presidente per chiedere l’immediata convocazione del consiglio generale al fine di procedere alla nomina del consigliere Lo Schiavo, ma anche l’annuncio di una denuncia qualora non si provveda nell’arco di tre giorni dal ricevimento della lettera.



