Attualita'

Agropoli unita nella lotta per l'ospedale civile


Circa un migliaio di persone si sono radunate nel pomeriggio a difesa dell'ospedale di Agropoli per un corteo organizzato dalle rappresentanti sindacali, dalle associazioni civili e religiose della città. Presenti i parroci della città, i rappresentanti delle istituzioni, tanti lavoratori dell'ospedale ma soprattutto tantissima gente comune pronta a lottare per difendere l'ospedale.

Tra il malcontento di politici e cittadini, era assente il sindaco Franco Alfieri che nel pomeriggio aveva però ottenuto di incontrare nei prossimi giorni l'assessore alla sanità regionale Montemarano. Unico membro della giunta presente era l'assessore Angelo Coccaro. Presenti tutti i consiglieri di minoranza D'Ascoli, Malandrino, Giuliano, Pesca, presente per parte del corteo anche l'ex sindaco Antonio Domini, e il rappresentante della consulta provinciale di Forza Italia Sergio Vessicchio. "Siamo dispiaciuti che il sindaco Alfieri non sia qui a partecipare a questa manifestazione - afferma Malandrino (FI) - il suo dovere doveva essere quello di restare vicino ai cittadini e a tutte le associazioni presenti".

"Il sindaco era libero di partecipare o meno - afferma Cristoforo Cappetta, candidato al consiglio comunale con i D.S. alle ultime elezioni - dispiace però che abbia chiesto anche ad altri cittadini di non prendere parte a questa mobilitazione". Presenti all'appello anche i sindaci di Castellabate (Maurano), di Capaccio (Marino) e di Ogliastro Cilento (Apolito), i rappresentanti dei sindacati RDB e CIGL e molti medici, infermieri e personale sanitario in genere della struttura agropolese, ma anche l'assessore provinciale Arcella (PCI) e l'onorevole Francesco Saverio Caruso (parlamentare PRC). Il corteo ha marciato da Piazza della Repubblica sino all'Ospedale Civile. Tra i motivi della protesta: l'assunzione di nuovo personale e l'acquisto di attrezzature indispensabili per i vari reparti. "Fin ora - fa sapere la RDB - l'assessore Montemarano non ha voluto ricevere le rappresentanze dei lavoratori e per questo si chiedono le sue dimissioni. Occorre fare pulizia dei responsabili politici e manageriali che hanno saccheggiato le risorse pubbliche in questi anni", spiegano in una nota.

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