Cronaca

Agropoli: truffa via sms, Nicodemo: "ho fiducia e sono sereno"


Continuano le indagini della Procura di Milano sulla truffa via sms che aveva la sua centrale operativa a Capaccio. L'inchiesta era partita già diversi mesi fa dopo l'arrivo ad un cellulare della procura lombarda di un sms sospetto. Immediate gli accertamenti hanno portato all'individuazione di una società di Capaccio, la Gestel s.r.l. amministrata da Gerardo Nicodemo che attraverso due società del nord Italia inviava sms a quasi 50.000 cellulari.

 Gli incassi, hanno coperto le spese della società Gestel, dell’Unione Sportiva Agropoli, e l'acquisto una Ferrari 575 Maranello nera, che risulta intestata alla stessa società calcistica. Gli investigatori hanno sequestrato circa 100mila euro sui conti della Gestel e, con un’operazione della guardia di finanza di Agropoli, agli ordini del capitano Salvatore Perrotta, che hanno collaborato all’inchiesta avviata dalla procura milanese, la Ferrari. Convalidando il sequestro, il gip Nicola Clivio, ha ipotizzato anche l’associazione per delinquere oltre alla truffa e alla tentata truffa ai danni dello stato per gli sms arrivati in procura. Gerardo Nicodemo ha però chiarito la sua posizione, dichiarando di essere già stato interrogato due settimane fa dalla procura milanese e di aver fornito tutte gli elementi utili alle indagini, sottolineando come le cifre apparse sugli organi di stampa sono eccessive e non veritiere, inoltre alcuni beni sono stati sequestrati ma solo in via cautelativa. Intanto Agropoli si trova di nuovo al centro dei riflettori, ma ancora una volta non si tratta di una pubblicità positiva per la perla del Cilento.

Come se non bastasse, l'U.S.Agropoli si prepara a vivere una delle pagine più tristi della sua storia dal momento che ad essere coinvolto è proprio il direttore generale della società Gerardo Nicodemo. I tifosi infatti si chiedono se la proprietà abbia intenzione di lasciare la mano ad altri. I delfini sono attualmente quinti in graduatoria e dopo un anno di crisi, hanno allestito una compagine capace se non di vincere il torneo, comunque di puntare in alto. Ora la formazione cilentana è in piena lotta per i play off ma, probabilmente, già da un po' di tempo vi erano i sentori di una crisi dal momento che la squadra ha mostrato poca serenità perdendo due gare consecutive, dopo che in precedenza aveva inanellato una lunga serie di risultati positivi. L'Unione Sportiva Agropoli, vanta quasi 80 anni di storia ininterrotta, mai un titolo acquistato, sempre lo stesso nome in rappresentanza di una città. Un passato brillante con la conquista della serie D e una promozione in C2 mancata per una manciata di punti, poi il baratro con le retrocessioni in Eccellenza e Promozione e in seguito la lenta risalita prima con Antonio Di Luccio, poi con Emilio Tortoriello. Entrambi avevano sfiorato il sogno di ritornare in serie D. Oggi invece il futuro dell'Agropoli è quanto mai pieno di interrogativi. All'orizzonte si addensano nubi scure e quello che accadrà alla squadra facilmente dipenderà proprio dall'inchiesta milanese. Corsi e ricorsi storici ci portano a ricordare soltanto un'altra circostanza nella quale l'Agropoli del pallone rischiò veramente di scomparire. Era il 1949 anno in cui la squadra cittadina fu radiata da ogni competizione: quell'anno, come ci ricordano le cronache, grazie agli sforzi del commendatore Raffaele Guariglia, la compagine bianco-azzurra venne inscritta per la prima volta dopo la guerra ad un torneo federale. Era il campionato misto di serie “C” per le compagini del centro-sud, ma quell'avventura durò poco. Al secondo turno infatti, al campo sportivo “Landolfi” allora recintato da uno sterile steccato si giocava il derby con la Battipagliese. Le cose andarono bene fino al 20' della ripresa. Sul risultato di parità venne atterrato in area Ciccio Ruocco, ma per l'arbitro, il signor Palladino di Salerno era tutto regolare per cui non fu concesso il rigore. Il pubblico, considerato anche il fisico gracile del calciatore, non fu d'accordo con la decisione. Il campo era scarsamente recintato, e bastò che uno scalmanato passasse sotto la rete che l'intero pubblico invase il campo. Il povero arbitro fu percosso violentemente, e solo grazie all'intervento del Cav. Pecora il fatto non finì in tragedia. La partita fu sospesa e perduta a tavolino. La decisione degli organi di disciplina fu la Radiazione dai ruoli federali e gravissime ammende. Questo episodio nella sua tragicità (evento non da poco fu la radiazione) fa anche sorridere nel pensare nostalgicamente a cos'era il calcio sessant'anni fa. Ma era appunto il 1949 e da allora nessuno fermò più l'ascesa dell'U.S.Agropoli almeno fino ad oggi. Il futuro è incerto, i tifosi non possono che aggrapparsi alle dichiarazioni di Gerardo Nicodemo “Abbiamo chiarito tutto e i nostri avvocati hanno inoltrato istanza di riesame. Abbiamo affidato ad un noto studio legale di Roma mandato per tutelare l'immagine della Gestel s.r.l. e i nostri diritti, ho fiducia nella giustizia, sono sereno e non ho bisogno di fornire ulteriori spiegazioni”. Resta da vedere, se una volta conclusa questa vicenda legale, la famiglia Nicodemo continui a puntare sull'Unione Sportiva Agropoli, o deciderà di farsi da parte. Il d.s. Nicola Volpe però è tranquillo "la squadra è scossa ma è vicina al nostro direttore generale".

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