Il tribunale di Vallo della Lucania ha rinviato a giudizio il medico dell'Ospedale Civile di Agropoli per il quale si ipotizzava il reato di omicidio colposo nei confronti del giovane 20enne Pasquale Picariello. Il tragico evento accadde nella notte tra il 4 e il 5 maggio 2006. Pasquale Picariello, a bordo di una Opel Astra proveniente da Capaccio viaggia in direzione di Agropoli. All'improvviso in una curva, la sua auto sbanda finendo fuori strada.
Sul luogo giungono immediatamente i Carabinieri del comando di Agropoli che soccorrono il giovane ancora vivo. Immediato il trasporto presso l'Ospedale Civile di Agropoli. Qui, dopo i primi accertamenti, al giovane
non viene diagnosticato nulla di grave. Successivamente, nonostante i forti dolori e le richieste di assistenza da parte dei familiari, il Picariello non viene sottoposto ad alcun esame che permetta di constatare eventuali danni interni. Alle prime ore del mattino avviene il decesso, che l'autopsia attribuirà a lesioni interne (sul corpo del defunto è stata riscontrata frattura di tutte le costole del lato sinistro della cassa toracica, la lacerazione del polmone e del rene sinistro e lo spappolamento della milza). La famiglia ha subito attaccato i sanitari, considerati colpevoli di non aver assistito in maniera adeguata Pasquale Picariello. Ed è proprio su questo, che ha fatto leva il giovane avvocato e assessore del Comune di Agropoli Eugenio Benevento (nella foto), nominato legale dai familiari della vittima.
Perché il medico, oggi rinviato a giudizio, non ha richiesto una TAC, o altri accertamenti per escludere lesioni interne?
Perché i lancinanti dolori avvertiti dal Picariello prima della morte sono stati sottovalutati?
Chiuse le indagini, e rinviato a giudizio il medico, sarà il tribunale di Vallo della Lucania a stabilire eventuali responsabilità. Da parte sua, la famiglia del Picariello, rappresentata dal legale Benevento e già costituitasi parte civile, chiede il risarcimento dei danni morali subiti dal tragico evento, ma soprattutto chiede giustizia per una tragedia che forse si sarebbe potuto evitare.



