Politica

Agropoli: la frattura in Forza Italia consumata nelle lettere dei consiglieri


Ha assunto toni inaspettatamente forti la frattura politica e personale che ha portato il consigliere comunale Gianluigi Giuliano ad abbandonare il gruppo consiliare di Forza Italia. Le dichiarazioni dei tre protagonisti, Giuliano da una parte, Pesca e Malandrino dall'altra, edificano fra le due parti uno spesso muro. Ma andiamo con ordine.  In una lettera del 5 Agosto inviata al Sindaco Alfieri, al consiglio comunale e al Commissario Provinciale di Forza Italia Gambino, Giuliano lamenta il fatto di non essere stato consultato dai compagni di partito prima di inviare un comunicato stampa di solidarietà ai Carabinieri. “I due consiglieri” scrive “si sono comportati come se non esistessi o non facessi parte di Forza Italia, ferendomi con la loro ennesima scaltrezza politica. Pertanto ho maturato la decisione irrevocabile di non voler assolutamente più aver a che fare con costoro e di rendere la mia azione politica libera e indipendente”. Ma nella missiva Giuliano parla anche della sua revoca da capogruppo di Forza Italia, attuata il 7 Gennaio dagli altri due consiglieri e che egli definisce “un atto che non mi risulta si sia mai verificato nella storia repubblicana del nostro civico consesso”.
La risposta degli interessati, i consiglieri Pesca e Malandrino, arriva il giorno dopo, indirizzata a Gambino e, per conoscenza, ad Alfieri e al consiglio comunale. “Gli articoli di stampa in relazione agli ultimi fatti di cronaca” chiariscono i due “sono stati trattati e discussi con numerosi e significativi esponenti di Forza Italia ed Alleanza Nazionale, e dunque hanno piena legittimazione elettorale. Piuttosto sarebbe più utile chiedersi perchè nessun organo di stampa abbia interpellato lui”. E sulla revoca a capogruppo chiariscono: “è una prassi comunissima nei consessi assemblari: avviene a danno di chi non riveste più la fiducia di coloro per cui parla”. Nella stessa lettera è messa in dubbio la coerenza politica di Giuliano: “durante l'amministrazione Domini ha parteggiato un anno per il centro-sinistra e un altro per il centro-destra. E negli ultimi quattro mesi si è sprecato a votare quasi unitariamente tutti i provvedimenti insieme all'amministrazione Alfieri”. Arriva l'8 Agosto la lettera di risposta di Giuliano, che mette la firma definitiva alla rottura. “Io non sono mai stato uomo di cento-sinistra. Semmai è l'avv. Pesca ad aver militato nell'Ulivo”, scrive sulle accuse di incoerenza. “E quanto al mio sostegno a Domini, occorre che venga provato. L'incoerenza è piuttosto di chi si dichiara uomo di centodestra e poi in Consiglio vota contro la realizzazione dell'Oratorio della Chiesa SS. Maria delle Grazie”.
“Quel progetto sull'oratorio” spiega poi Malandrino “era inserito nel piano triennale di lavori pubblici, insieme allo stanziamento di 11 milioni di euro per la ristrutturazione del castello: naturale che non potessimo votarlo”.
Intanto Giuliano ha ufficialmente richiesto a Forza Italia di aprire una commissione d'inchiesta per accertare se e quali figure politiche del partito abbiano sostenuto nelle ultime elezioni politiche altri partiti che non FI, per procedere nel caso alla loro espulsione. “L'atteggiamento ambiugo di certi personaggi” motiva Giuliano “ha sottratto diversi voti al partito di Berlusconi, impedendo a due eccellenti candidature del territorio, Ferrazzano e Lubritto, di essere eletti”. Giovanni Landi - InfoAgropoli

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