Attualita'

Agropoli: il consigliere Vano è per la salvaguardia di Trentova


Un articolo per prendere le difese della baia di Trentova ad Agropoli e tutelarla da coloro che vorrebbero la costruzione in prossimità del tratto di mare più apprezzato della città, un villaggio turistico. E' questa l'iniziativa del consigliere di Rifondazione Comunista Pippo Vano che, nell'articolo che di seguito proponiamo, rispolvera il motto già presentato in campagna elettorale "Trentova non si tocca", e spiega i motivi per cui la costruzione di una struttura turistica di grandi dimensioni nella zona non porterebbe vantaggi ad Agropoli.

"Abbiamo invaso la pianura, insabbiato il dilagare delle acque, sfregiato le tracce della Storia e, ora, stiamo risalendo le colline, attaccando i loro dolci crinali, con alti muri e orride palazzine, abbiamo cancellato il paesaggio, scacciato l’anima che l’abitava, solo con lo sguardo interiore riusciamo appena a ricordare come tutto era pronto ad accoglierci, come un dono inatteso poi malamente rifiutato

Eppure - continua Vano - a quella svolta di passo, di spalle il Convento, lo scoglio, la Torre saracena, torna a rivelarsi il miraggio, il sogno dell’isola felice, si dispiega per una volta ancora il " paesaggio ", lo sguardo torna a liberarsi, felice, sopra il Tirreno, fino oltre l’orizzonte, e ritrova le fantasmagorie dei miti d’un tempo, Poseidonia, Capri, l’ombra lontana dell’Isola in fiore.

Se ci resta un motivo d’orgoglio e d’affezione è alla svolta di quel sentiero, se diciamo Agropoli evochiamo Trentova e la sua baia, e la macchia che sale su fin verso le foreste di Tresino, e la lavanda, il mirto, il corbezzolo la ginestra e il pino, e il tordo e il falco pescatore e il gabbiano reale e poi giù di nuovo, dentro al mare le praterie di Posidonia dove si aprono le cavità e gli anfratti abitati dai polpi, saraghi, cernie e da murene.

Eppure tutto questo non basta.

Dobbiamo valorizzare quel che per definizione è già un "valore", dobbiamo storicizzare quel che è naturale, quel che ci conduce per sua natura essenza allo spirituale, dobbiamo consegnare l’anima (o, meglio, usurpare l’anima), come scrive Saviano, citando l’atroce apologo di Salomov – La Repubblica, 04, 02, 2008-

Come un incubo ricorrente, velata da parole complici e suadenti, torna l’assillo di cosa farne di Trentova.

Dagli splendidi giorni dell’85, dal Gruppo 21 marzo ( movimento cittadino spontaneo) ad oggi, Trentova ha resistito ad ogni assalto, come una fortezza invalicabile, come la Grande Muraglia, ma ogni Castello ha il suo varco, e, tolta pietra e poi pietra, ogni difesa rischia di vacillare.

Si tornò a parlare di un megavillaggio turistico a Trentova nell’estate del 2006.

L’importante è che tutto sia rigorosamente eco-compatibile, bio-sostenibile, a zero impatto ambientale.

Dov’è il problema ?

Ma il nostro territorio non è già abbastanza devastato? La qualità edilizia già così scadente da dissuaderci una volta per tutte dalla nostra ostinata presunzione?

Fortunatamente altre voci, alte e forti, si alzarono in quell’estate 2006 a scongiurare l’infausta rievocazione del mostro di Trentova. E non è poi da escludere che tra i tanti motivi che condussero alla resa l’amministrazione del tempo (Domini) non vi si aggiungesse anche la sfiducia popolare che intanto saliva intorno a questa inutile e aggressiva provocazione.

E’ passato poco tempo, il tema Trentova è tornato al centro dell’attenzione politica, e un velo di ambiguità sembra insinuarsi nelle intenzioni programmatiche altrimenti chiarissime ed inequivocabili. – Dal programma elettorale: "Trentova non si tocca! E’ un bene non ripetibile che appartiene a tutta la Comunità. E ancora :"il Comune ne acquisirà la disponibilità…, realizzerà un parco all’interno del quale solo i fabbricati esistenti potranno essere destinati ad attività turistiche ecosostenibili".

Si accusa la Sinistra "di sentimentalismo romantico, e allora diviene necessaria un’ulteriore attenta riflessione. Ancora un po’ di pazienza.

Basta incasellare nella giusta maniera alcuni interventi e ripartire ancora dal dibattito dell’estate del 2006.

Trasparenza e Legalità del 19 agosto 2006 "Ecco la nuova Agropoli- I grandi gruppi finanziari scelgono Agropoli sempre di più". E ancora: "Agropoli sta vivendo un momento magico. La società Sviluppo Italia proprietaria di molti ettari nella baia di Trentova, intende costruire un complesso turistico di oltre 800 posti letto. Ed un’altra società privata è intenzionata a creare una "Gardaland" per il sud qui a Trentova"

La Città del 17 agosto titola"Il villaggio turistico a Trentova incassa l’ok dei commercianti".

Nell’intervista il Presidente della Confcommercio di Agropoli, dice: "il progetto (del villaggio turistico) potrebbe rappresentare un volano di sviluppo, tutto nel totale rispetto dell’ambiente". Resta che non si comprende di quale sviluppo si tratti e soprattutto chi ne usufruirebbe.

Su la Città del 7 settembre la Senatrice Olimpia Vano smaschera l’enormità dell’errore chiedendo "quale ricaduta avrebbe il complesso turistico per il territorio? Un villaggio turistico realizza sul territorio un tipo di economia chiusa. In questo modo si crea una differenziazione tra un turismo qualificato nel villaggio ed uno ancora da qualificare e rinnovare all’esterno".

Chissà se questo l’hanno inteso i commercianti di Agropoli (i cittadini di certo si) che si vedrebbero oltrepassati e dimenticati dal circuito privilegiato porto-villaggio spiaggia di Trentova.

E allora, - conclude il consigliere di Rofondazione Comunista - attenzione, perché "Trentova", come già più volte ha fatto, potrebbe beffardamente vendicarsi di chi in qualunque modo si permettesse di oltraggiarla!.

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