Dopo la denuncia di un cittadino agropolese residente in via Canova, che sottolineava lo stato di disagio causato dalla presenza in quella strada di alcuni cani randagi che non esitavano ad aggredire i passanti, il postino e i residenti, si sono moltiplicati ogni giorni di più gli attestati a difesa non del cittadino in questione, bensì dei cani. "Sono piccoli, puliti e non aggrediscono nessuno" affermano alcuni abitanti di via Canova.
A difesa dei cani, interviene anche la dott.ssa Anna Monzo loro proprietaria che con rabbia e ironia, rivolgendosi ai vicini e ai postini descrive la situazione: "Cari vicini, cari postini, sono la spaventosa, abominevole Dott.ssa Anna Monzo, proprietaria di alcuni dei mostruosi cani che spaventano le persone che si trovano a passare per via Canova. Ma cominciamo dall'inizio: quei cani, tutti di piccola taglia, sono dei bastardini che la gente di buon cuore e per bene ha abbandonato nelle vicinanze di casa mia, e di cui io, per cattivo cuore, mi sono presa cura. Sono cani sterilizzati, puliti, tenuti nel migliore dei modi e tutti con il collare, e che mai hanno dato un morso a nessuno. E' vero, a volte nell'aprire e chiudere il cancello, durante il passaggio delle macchine, escono fuori, e a quel punto che fanno? I CANI. Abbaiano, se vedono qualcuno gli vanno incontro, ma sono talmente piccoli da non poter nuocere a nessuno. Ma passiamo ai cari postini: sia io che i miei figli facciamo molti acquisti su internet, per cui da me arrivano il corriere SDA, la Bartolini e altri. Nessuno di loro ha mai avuto problemi nel consegnare i pacchi. Come mai solo questa brava gente non riesce a consegnare la posta? I cani, a quanto pare, si trovano solo in via Canova. Allora perché la posta non arriva neanche in via C. Rossi, in via F. Gioia, in viale Lombardia? Come mai, da quando è cambiata la gestione nella consegna della posta molte persone, si badi, non residenti in via Canova, si sono viste addirittura tagliare il telefono perché le bollette non sono loro arrivate per svariati mesi? Il tutto può, ovviamente, essere documentato e firmato da coloro che me lo hanno riferito. A questo punto penso che ci vorrebbe il caro Brunetta a mettere un poco di ordine, perché è assurdo piangere in giro alla ricerca di un posto per poi, quando si riesce ad averlo, fare tutto tranne che il proprio dovere. Inoltre più volte sono stata alle poste per chiedere di consegnare lettere e pacchi da mia suocera e mio cognato (che non abitano in via Canova, e comunque ove non v'è traccia di cani), ma anche lì la posta non arriva più da mesi. E come mai fino a pochi anni fa, con i vecchi postini, la posta arrivava? E i cani son qui da sette anni e più. Ora la cosa più civile che è stata fatta è questa: nel momento in cui io sono dovuta partire per un convegno medico a Rimini, per cui, in mia assenza, due dei miei cani sono stati presi dal canile. Ma come hanno fatto? Sono entrati nella mia proprietà senza che nessuno abbia mai aperto loro il cancello? Sapete quanto costa al comune tenere un cane in un canile? Quasi tre euro al giorno. Io invece non ho mai chiesto niente a nessuno, se non un po' di tolleranza e talvolta di pazienza. Il comune di Castellabate, al contrario, sapete cosa ha deciso di fare per i propri cani? Dopo averli curati li ha fotografati, li ha messi in rete e a tutti coloro che ne hanno adottato uno ha offerto un soggiorno gratuito nel Cilento. Questa è civiltà. La nostra società invece crede che gli unici ad avere il diritto di abitare la Terra siamo noi, e infatti si vede dove la società dei soli uomini per bene ci sta portando. So di certo che, da quando ci sono i miei cani, nel mio giardino tutti i topi di fogna (o meglio, ratti) che dalla casa davanti alla mia arrivavano a far processione sul muro di recinzione non ci sono più, avendone i cani fatto piazza pulita. E perché tutti quei ratti? Perché in quella casa regnano abbandono, indigenza e la sporcizia più assoluta, e perché in quella casa abitano dodici famiglie, senza essere denunciate al comune e senza che i proprietari paghino le tasse per i proventi che glie ne derivano. Ma finiamola qui, perché molto altro potrei dire degli abusi di chi mi circonda. ma l'incivile sono io.
Quello che chiedo ora a tutti voi è di mettervi nei panni di questi poveri animali, strappati alla legittima proprietaria, anche solo per un momento e di sentire la disperazione che stanno vivendo, lo stato di abbandono, la paura, la tristezza, l'incredulità. Anche loro - conclude la dott.ssa Monzo - hanno emozioni come noi, anche loro soffrono. Meglio ammazzarli, meglio donare loro la dolce morte".



