Dura risposta del Presidente del Consiglio Comunale di Agropoli Agostino Abate, alle due interrogazioni poste dai Consiglieri del P.d.L. Emilio Malandrino e Mario Pesca nelle scorse settimane. In una di queste gli esponenti del partito che fa capo a Silvio Berlusconi, avevano chiesto di chiarire la posizione dei consiglieri Andreiuolo, Serra e Pesca, i quali avevano costituito un nuovo gruppo consiliare. In una seconda interrogazione invece, sottolineavano la necessità che tutto il consiglio comunale, con sindaco e assessori, presentasse le proprie dimissioni non essendo stato capace di trovare una soluzione alla problematica dell'Ospedale Civile di Agropoli.
"Francamente - si legge nella risposta di Abate a Pesca e Malandrino - non riesco a comprendere il motivo della intestazione della proposta, di dimissioni da consiglieri comunali, agli onorevoli del PDL ed al ministro. Se la logica deve avere priorità nella lettura interpretativa, ne deduco che la richiesta è stata anche a loro intestata e trasmessa in quanto da Voi investiti, oggi, per un fattivo possibile intervento risolutivo. Un'altra diversa lettura mi porterebbe solo sconforto e mi procurerebbe serie incertezze.
Nella permanenza, quindi, della giusta lettura interpretativa di cui sopra, mi preme lurgenza di chiederVi :
«dove eravate quando il sottoscritto ha speso tempo per argomentare in DIRITTO una valida (fino a prova del contrario) richiesta di intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri (peraltro trasmessa anche ad alcuni onorevoli e ministro da Voi, oggi, interessati) per un ricorso di legittimità costituzionale della legge regionale n. 16/2008?»
«dove eravate quando il sottoscritto, e tanti altri amici della città di Agropoli, hanno speso tempo e salute per raccogliere 6.000 (seimila) firme per sostenere la precitata richiesta?»
«perché non avete sottoscritto la richiesta e non avete collaborato per un tempestivo interessamento, nonché per un fattivo coinvolgimento di Fatto e di Diritto, i precitati onorevoli?»
E evidente che non avete avuto interesse a portare avanti una tale iniziativa perché proveniva solo da una parte politica da Voi non tanta gradita e, quindi, a cui non bisognava dare soddisfazione.
Ho il coraggio di dirVi, una volte per tutte, e non solo a Voi, che, relativamente a questa fattiva iniziativa, non avete capito proprio niente.
Ho avuto la forza di preparare la richiesta e sostenere la raccolta delle firme solo e soltanto per il benessere dei cittadini di Agropoli e, quindi, della città! Ove mai, poi, non doveste ritenere valida in Diritto la possibile impugnazione costituzionale della legge regionale n. 16/2008 e, quindi, ritenere opportuno non sottoscrivere una richiesta praticamente inutile , Vi dichiaro , fin da ora, la mia incondizionata disponibilità ad incontrarmi in un qualsiasi consesso pubblico , in un qualsiasi momento lo vogliate, per spiegarci le nostre rispettive ragioni di credo o di diniego su tale forma di impugnazione che si basa, appunto, su chiare ed inequivocabili illegittimità amministrative, che in presenza di legge-provvedimento sono censurabili anche in sede di Giustizia costituzionale, e su conseguenti violazioni costituzionali. La vostra estraneità conferma quanto sia per Voi più facile dire che fare; quanto sia più facile confondere lelettorato che agire concretamente per il bene dello stesso elettorato. La Vostra proposta di dimissioni è solo una pretestuosa ed inutile dichiarazione di Chi vaga a vuoto.
Se oggi si potrà ottenere un congelamento o una «sosta» sul prosieguo dellapplicazione della legge regionale n. 16/2008 e,quindi, una rivisitazione anche del Piano delle emergenze, è soprattutto merito di questa valida contestazione di Diritto sostenuta da 6.000 firme di cittadini di Agropoli e del bacino di utenza dellOspedale ; cittadini e basta! Per altro verso Vi faccio rilevare che, in assenza di un valido motivo di Diritto a dimostrazione dellavvenuta forzata costrizione territoriale, la Vostra stessa proposta provocatoria non avrebbe alcun senso. Quindi, la dimostrazione di aver riscontrato illegittimità amministrative e violazioni costituzionali , perpetrate a danno di questo nostro territorio, rivestiva e riveste un atto prodromico essenziale per qualsiasi altra sensata protesta.
Colgo loccasione per ringraziare pubblicamente il prof. Armando Buonora e tutto lo staff di cittadini propositivi che hanno impegnato tempo e salute per la raccolta delle seimila firme.
FATTI E NON PAROLE!".
Il Presidente del Consiglio Comunale, inoltre, ha risposto anche all'altra interrogazione fatta dai Consiglieri Malandrino e Pesca che intendevano conoscere la collocazione partitica del nuovo gruppo consiliare composta da Santosuosso, Andreiuolo e Serra:
"Allatto della comunicazione prot. n. 39125 del 29/12/2008, trasmessa anche ai gruppi consiliari - si legge nella risposta di Abate - i consiglieri Andreiuolo, Serra e Santosuosso hanno chiaramente trascritto motivi e finalità della nuova costituzione di gruppo ed hanno esplicitamente confermato lappartenenza politica al centro sinistra nonché la volontà di prosecuzione del loro mandato con la coalizione elettorale di cui, dal primo giorno, fanno parte. Il gruppo consiliare si è formato nel pieno ed assoluto rispetto dellart. 7 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e la comunicazione risulta altrettanto conforme a tale disposto. Dagli atti del Consiglio e dalle relative ulteriori rituali comunicazioni, si rileva che i gruppi che si sono costituiti e/o modificati, così come previsto dallart. 7 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, sono quelli di originaria formazione con eccezione :
di quello da Voi rappresentato (Malandrino Pesca denominato gruppo PDL)
di quello in oggetto della presente (Andreiuolo, Serra e Santosuosso).
Restano gruppi originari ancorché in numero inferiore a due proprio perché residui del distacco di altri :
Giuliano Gianluigi (residuo del distacco di Malandrino Pesca)
Coppola Salvatore (residuo del distacco Andreiuolo e nominato PS in sostituzione del preesistente SDI)
Per quanto attiene poi leventuale comportamento "atipico" di alcuni singoli consiglieri comunali, da Voi definiti come "atteggiamenti diversi" Vi ricordo che, in analogia con lart. 67 della Costituzione, l art. 29 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale prevede che "ogni consigliere comunale rappresenta la comunità ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato".
Non comprendo perciò quale ulteriore chiarimento possa risultare oltrechè necessario anche utile al rispetto della comunità amministrata e,comunque, ritengo che questa Presidenza non ha alcun titolo (politico o amministrativo) per poter accertare e,quindi, riferire a SS.VV. quale sia la chiara ed univoca collocazione partitica dei singoli consiglieri e/o dei vari gruppi validamente costituiti in Consiglio Comunale. A parte il diritto di esercizio delle funzioni di consigliere comunale senza vincolo di mandato, ritengo che compete allo stesso consigliere il diritto di estrinsecare (se vuole) la sua eventuale collocazione partitica quando lo ritiene più opportuno e non certamente quando lo chiedono gli altri consiglieri.
Quanto sopra costituisce ampia ed esaustiva risposta alla interrogazione formulata al sottoscritto presidente del Consiglio Comunale.
Qualora però le SS.VV. ritengono indispensabile discutere in seduta di Consiglio Comunale su tale argomento, allora devono ritrovare la formulazione scritta di interrogazione specifica (Art. 23 del Regolamento) con richiesta di risposta da dare nel corso del Consiglio Comunale ; ovviamente con lindividuazione di colui o di coloro che si intende/ono interrogare.
E infatti diritto dellinterrogato accertare che linterrogazione corrisponde, per il suo contenuto, a quanto previsto dal comma 2 dellart. 23 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
Leventuale richiamo ad abitudini di svolgimento di Consigli Comunali passati non legittima le Vs. richieste (atipiche per lapplicazione del vigente Regolamento ) ma al più le rende discutibili in una riunione di capigruppo in cui valutare le Vs. stesse richieste per la proposta di una prioritaria modifica al Regolamento vigente. Riunione già tenuta in passato e con decisione e/o presenze già a Voi ben note. Nella qualità di presidente del Consiglio Comunale - conclude Abate - non ho facoltà di "leggere" diversamente da quanto è scritto nel Regolamento".



