Cronaca

Agropoli: continua l'inchiesta anti-usura


Usura ed estorsione sono i capi d’accusa che hanno portato all’arresto di un imprenditore agropolese. Ancora una volta, quindi, viene alla ribalta nella cittadina cilentana la triste piaga legata all’usura. E’ stato, infatti, eseguito con successo l’ordine di custodia cautelare, da parte del Nas di Salerno e della Compagnia della Guardia di Finanza di Agropoli, nei confronti di Antonio Ventimiglia, 55 enne agropolese ed imprenditore commerciale nel campo dell’olio. Secondo i capi di imputazione, Ventimiglia aveva dato vita all’attività illecita con la quale prestava soldi a tassi usurari, che si aggiravano oltre il 40%. Agropoli, il Cilento e il salernitano erano il terreno fertile della sua attività che si era ben presto estesa anche alla provincia di Caserta. E’ stata proprio la denuncia di una vittima casertana, un commerciante 53enne, a far partire le indagini, portate avanti per qualche mese, coordinate congiuntamente dalla Procura di S.Maria Capua Vetere per il casertano e dalla Procura di Vallo della Lucania per il salernitano. Ventimiglia aveva prima stretto rapporti commerciali con il commerciante casertano e poi era passato al prestito di soldi.   
Nel corso delle indagini delle forze dell’ordine sono emersi particolari e documenti bancari sospetti intestati all’imprenditore agropolese che hanno indotto la Procura di S.Maria Capua Vetere ad emettere l’ordine di arresto che è stato, quindi, portato a termine dal Nas di Salerno e dalle Fiamme Gialle di Agropoli. Antonio Ventimiglia dopo il fermo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di S.Maria Capua Vetere, con l’accusa di usura e tentata estorsione, ed è ora a disposizione della Magistratura che dovrà valutarne la sua posizione giudiziaria.
Ad Agropoli non è la prima volta che vengono fuori situazioni legate all’usura con il coinvolgimento anche di persone insospettabili. Nel novembre del 2004, infatti, una brillante operazione delle Forze dell’Ordine sgominò, nel centro costiero cilentano, un’intera organizzazione dedita al prestito illegale di soldi, all’estorsione e al riciclaggio di denaro sporco. Nel caso specifico scattarono le manette ai polsi a ben sette persone e fece particolarmente scalpore il coinvolgimento di due imprenditori agropolesi che con la loro attività facevano da copertura all’illecito prestito di soldi. I tassi di interesse praticati arrivavano fino al 180%.  Aziende, negozi, ville, proprietà terriere ed animali esotici, come coccodrilli e scimmie, furono sequestrati al termine del blitz ordinato e coordinato dalla Procura di Vallo della Lucania.
Giuseppe Feo

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