Cronaca

Agropoli, caso Cucchi: scritte contro i Carabinieri


“Cucchi vive, sbirri brutti porci assassini” è questo il messaggio lasciato da qualcuno sul muro di un'abitazione in prossimità del centro cittadino di Agropoli. Il messaggio si riferisce alla misteriosa morte in carcere di Stefano Cucchi che è diventata ormai un caso di stretta attualità. Il 31enne romano fu arrestato la sera del 15 ottobre scorso per possesso di sostanze stupefacenti. Trasportato al carcere di Regina Coeli, il giovane lì trovò la morte in circostanze misteriose.Il corpo senza vita di Cucchi venne infatti ritrovato con evidenti segni di percosse, escoriazioni, lividi e fratture, cosa che spinse la Procura di Roma ad aprire le indagini per omicidio preterintenzionale. I sospetti sono ricaduti subito sulle guardie che hanno avuto in custodia il 31enne. Viene disposta l'autopsia le cui crude immagini vengono fatte circolare su internet e sui mezzi di stampa, proprio per volontà famiglia che grida vendetta. E mentre le indagini continuano, in diverse città italiane si protesta per la morte di Cucchi e ci si aggiunge al coro della famiglia che chiede di scoprire la verità. Spesso la folla non esita ad individuare nei Carabinieri i responsabili dell'omicidio. Anche ad Agropoli qualcuno ha voluto dire la sua imbrattando le mura di un'abitazione e utilizzando termini a dir poco scorretti perché anche se si scoprisse la colpevolezza di una delle guardie che prese in custodia il Cucchi, è sbagliato e pericoloso generalizzare e attaccare l'intero corpo dei Carabinieri. Il messaggio fatto con spray rosso, è firmato con una A cerchiata, il classico simbolo dei gruppi anarchici. Difficile pensare che si tratti di un gruppo anarchico locale, più probabile qualche ragazzata fatta da vandali in cerca di pubblicità più che di esprimere le proprie idee. Altre due scritte fatte comunque con la stessa vernice, sono visibili in altre zone adiacenti il centro cittadino. In questi ultimi due casi i vandali rispondono a messaggi preesistenti. In un caso si legge “Appeso a piazzale Loreto” in riferimento alla scritta già esistente “Mussolini vive per sempre” e firmata con una croce celtica, in un'altra si risponde con un emblematico “Restate” a chi chiedeva che una nota famiglia Rom residente in città andasse via da Agropoli.


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