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Agropoli, Vano (p.r.c.): “no al villaggio di Trentova, facciamo un referendum


Pippo Vano, consigliere comunale di maggioranza eletto con Rifondazione Comunista e fratello dell’ex senatrice Olimpia Vano, non ci sta al maxivillaggio vacanze che l’amministrazione Alfieri dichiara di voler far costruire a Trentova. E si prepara ad alzare la voce sulla questione, anche facendosi promotore, in sintonia col suo partito e con l’assessore di rifondazione Coccaro, di un movimento cittadino di opposizione al progetto turistico.

La baia di Trentova rappresenta un centro naturalistico-ambientale di notevole rilevanza e dunque uno dei maggiori vanti per la città di Agropoli, che da sempre vede in Trentova un ambiente di storia e forte affezione. Negli anni ’70 la baia fu di dominio dell’ Insud, per passare poi alla Mit, alla Nuova Mit e infine ad Italia Turismo, ramo di Sviluppo Italia, che possiede tuttora la proprietà.
Negli anni ’90 il sindaco Paolo Serra tentò di acquisire la proprietà della baia, ma la sua operazione non andò in porto per diversi problemi burocratici. Ipotesi di rendere Trentova sede di un grande villaggio turistico compaiono puntualmente da trent’anni. Addirittura il 21 Marzo dell’ 84, di fronte alla avanzata possibilità di costruire una struttura di ben 800 posti, si costituì un comitato spontaneo di cittadini, “Gruppo 21 Marzo”, per contrapporsi al progetto. In quel comitato, insieme, fra gli altri, a Pasquale Del Duca, Giuseppe Tarallo e Antonio Domini (che però da sindaco si è poi esposto a favore dell’idea di un villaggio), c’era anche Pippo Vano, che oggi è pronto a ripetere la battaglia. Ma nel gruppo di allora non vi era alcuna rappresentanza politica, a differenza di quello che avverrebbe oggi nel caso della fondazione di un nuovo comitato, in quanto Rifondazione Comunista, partito della maggioranza comunale che esprime un consigliere e un assessore, sarebbe di esso il principale referente.
Vano conferma la sua appartenenza e il suo sostegno alla maggioranza di Franco Alfieri, che giudica positivamente fattiva e propositiva, ma non ha timore a distanziarsi da essa sul tema Trentova. “Noi abbiamo già palesato in una riunione di maggioranza la nostra posizione, che è critica ma non di veto assoluto - afferma il consigliere di Rifondazione - Il modello d’impresa del maxivillaggio non rispetterebbe al meglio la vocazione turistica del nostro territorio, in quanto il villaggio ha una forma di economia chiusa, all inclusive, dove tutto si consuma all’interno del villaggio. E in una situazione come Agropoli, nella quale l’offerta turistica non è ancora sufficientemente qualificata, gli eventuali ospiti di questa grande struttura sarebbero a maggior ragione spinti a non uscire dal villaggio. E’ per questo che prima di discutere di ipotesi di questo genere, la priorità dovrebbe essere riqualificare l’intero territorio”. Ma i sostenitori del progetto fanno notare che un villaggio turistico offrirebbe al territorio un numero non irrilevante di posti di lavoro, in particolar modo per i giovani, che al Sud hanno notevoli problemi occupazionali. Vano smonta anche questa tesi: “Esclusi i posti di lavoro del settore animazione, che come è noto è gestito da società nazionali, i rimanenti non sono il massimo della gratificazione, non credo che gli agropolesi abbiano come ambizione quella di ripulire stanze o bordi piscina”.
Fatto sta che Agropoli risente palesemente della scarsità di strutture alberghiere medio-grandi, cosa che ci distanzia di molto dalla vicina Paestum. “L’economia turistica sta cambiando velocemente - teorizza Vano su questo punto- Gli alberghi e le grandi strutture turistiche accusano un sensibile calo di circa il 30 %, e questo è dovuto semplicemente al fatto che oggi la gente cerca le piccole strutture, le country-house, i bad and breakfast, le aziende agrituristiche, ecc... La stessa Paestum negli ultimi anni lamenta cali vertiginosi di affluenze, tantè che ormai si è ridotta più che altro a ‘matrimonificio’. In tal ottica, riproporre la filosofia economico-turistica delle grandi costruzioni è assolutamente antistorico”. Ma allora quale sarebbe la strada giusta per riqualificare una città così ambientalmente fortunata come Agropoli? “Noi vogliamo semplicemente che sia rispettato il punto su Trentova del programma elettorale di Alfieri, che è positivissimo e recita: Trentova non si tocca, è un bene irripetibile e ne acquisiremo la proprietà. Verranno recuperati solo i casolari, che saranno destinati a un turismo ecocompatibile, e verrà costruito un parco urbano. Questi erano i patti. Invece adesso si rischia di affidare la nostra baia a un carrozzone inefficiente come Sviluppo Italia, peraltro citato in molte procure italiane. Ma purtroppo, ahinoi, la politica a volte agisce perchè alla politica si restituisca qualcosa”.
Pippo Vano è consapevole della netta prevalenza numerica che il progetto del maxivillaggio intercetta in consiglio comunale, ma è altrettanto convinto che la maggioranza degli agropolesi questo villaggio di Trentova non lo voglia. Per questo motivo propone di interrogare sulla questione tutti i cittadini di Agropoli mediante un referendum anche informale che garantirebbe, dice, “una politica democratica, onesta e partecipata”.

 

Giovanni Landi - InfoAgropoli


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