Continua la riflessioni in seno al Partito Democratico di Agropoli in merito alla fase di tesseramento. Ad intervenire è Alberto Sorrentino, ex Ds, oggi membro dell'esecutivo del Partito Democratico. Il Partito Democratico non nasce oggi, ma solo in questi ultimi giorni qualcuno si è accorto della sua esistenza e vuole prenderne parte. L'episodio del tesseramento, con la legittima riserva che la coordinatrice Ricciardella si è concessa in merito alla richiesta di tessere da parte di alcuni esponenti della Sinistra Democratica, è la testimonianza reale della volontà di queste ultime persone di destabilizzare un circolo che fino ad oggi ha lavorato bene, in armonia, in democrazia sintetizzando al meglio le diverse opinioni interne. Personalmente continua Alberto Sorrentino - da ex DS, nel Partito Democratico di Agropoli del quale sono componente dell'esecutivo, ho trovato, un anno e mezzo fa, immediata accoglienza e un ambiente amichevole, mai rissoso né litigioso. Un circolo che è cresciuto e che giorno dopo giorno ha contribuito al radicamento sul territorio. Dove erano questi che oggi si lamentano e denunciano il rifiuto della tessera, quando si portava avanti il progetto del nuovo partito? Per ambizioni personali hanno scelto, anche legittimamente, di percorrere un'altra strada, ma al tempo stesso hanno sempre alimentato una contrapposizione netta con il Pd. Lo stesso Carmine Parisi lo ha ammesso nel corso del congresso costitutivo di luglio 2008 disconoscendo il Pd, così come in altri episodi ne ha attaccato la linea politica. Hanno fallito il loro progetto, così come in passato hanno contribuito allo sfascio dei Ds ad Agropoli e all'azzeramento del partito, e ora vogliono trovare nuova casa nel Partito Democratico. Probabilmente si è aperto anche un forte confronto e alla fine avranno la loro tessera, sappiamo però che la scelta di Parisi e degli altri componenti della Sinistra Democratica è strumentale e guidata da logiche non orientate al bene del partito. Lo dimostra il fatto che escono fuori proprio ora quando si avvicinano i tempi del congresso. Voglio ricordare a chi vuole un po' più a sinistra il Pd che ci vuole più umiltà e attenzione ai problemi della gente e non ai posti nel congresso a questa o quella corrente. L'obiettivo deve, invece, essere l'andare tutti verso l'identica direzione. Accusare il coordinatore cittadino del Pd significa non conoscerne le qualità politiche e umane. Un segretario lavoratore, senza arroganza, che merita solo rispetto. Concludo ricordando che il Pd non è un albergo dove si entra e si esce secondo le proprie volontà, ma un progetto con una linea politica e programmatica da condividere.



