Sull'ultimo numero del mensile "Il Cittadino" diretto da Sergio Vessicchio, è stata categoricamente smentita la notizia di una possibile divisione all'interno del P.d.L. ad Agropoli. Respinti dunque gli attacchi di chi, come Carmine Parisi (P.D.) parlava del Popolo delle Libertà come un partito a pezzi. Ma l'ex coordinatore della S.D. non ci sta, e replica al direttore del mensile Sergio Vessicchio: "Duole constatare che taluni esponenti del centrodestra agropolese (forse imitando alcuni loro vecchi camerati, oggi dirigenti del Pd Agropoli) reagiscano in maniera assolutamente priva di buon senso e di rispetto non appena ci si trovi in disaccordo con loro. Nelledizione di novembre di Trasparenza & Legalità ho difeso orgogliosamente gli studenti e gli insegnanti delle scuole superiori di Agropoli, vittime da tempo immemorabile di una campagna di denigrazione e delegittimazione da parte di alcuni elementi del centrodestra. Dal momento che diverse personalità, appartenenti storicamente alla destra agropolese, ci avevano tenuto a dissociarsi da questi attacchi, nellarticolo in questione non ho fatto riferimento al circolo locale del Pdl ma a una parte di esso (viste le fratture che ne sono seguite). È bastata questa precisazione (dobbligo per chi cerca di rappresentare sempre la realtà dei fatti) perché sul giornale diretto da Vessicchio sia comparso un articolo, a sua firma, offensivo verso la mia persona e assolutamente privo di alcun contenuto politico. Non ritengo di aver offeso chicchessia nel Pdl esprimendo il mio pensiero. Sono stato accusato di aver guardato nel partito degli altri senza guardare alla situazione interna al mio Niente di più falso: ho sempre denunciato a voce alta la mancanza di democrazia che si vive nel circolo agropolese del Pd, ma ciò non mi impedisce di difendere, ora e sempre, le mie convinzioni. Concludo riaffermando che la scuola, accusata da Vessicchio di fare politica invece della cultura (ma che almeno a me un po di grammatica lha insegnata) va difesa, valorizzata, finanziata e non continuamente screditata".



