Attualita'

Capaccio, “volontari Servizio Civile raccontano l’esperienza sul campo"


L’Onmic (Opera Nazionale Mutilati Invalidi Civili) di Salerno, in collaborazione con il Piano di Zona Ambito S/6 di Capaccio, da ottobre 2006 coordina e porta avanti il progetto Viola, che si inserisce all’interno del programma di lavoro concepito dal Servizio Civile Nazionale.  I volontari sono dodici e a sette mesi dall’avvio delle loro funzioni, che riguardano in particolar modo la collaborazione scolastica a favore dei ragazzi portatori di handicap, hanno dato vita ad una serie di relazioni e riflessioni per raccontare le loro esperienze, le difficoltà riscontrate ma anche le emozioni provate, dovute al confronto con nuove situazioni di vita. Dalle prime righe scritte da Antonia Morra, volontaria presso l’Istituto scolastico di Roccadaspide, trapela subito il coinvolgimento umano che non è solo emotivo ma desiderio di riuscire a rompere quel distacco quasi obbligatorio per la problematica riscontrata con la bambina presa da lei in sostegno. «Provai in tutti i modi ad attirare la sua attenzione ma senza successo - annota -. Tornai a casa, ero triste ma nei giorni a seguire continuai con i miei tentativi finché un giorno all’improvviso senza aspettarmelo si girò, mi guardò negli occhi e mi tirò i capelli. Non posso spiegare la gioia provata in quel momento. Da quel giorno ho cercato di coinvolgerla sempre di più. Ora sento che c’è qualcosa dentro di me che è cambiato e che in qualche modo mi lega alla bambina». Un piccolo grande risultato per Antonio, riuscita in qualche modo ad attirare l’attenzione della bimba, seppur solo nel gesto di tirarle i capelli. Un segnale importante che dimostra l’accettazione e la percezione della piccola nei suoi confronti. Altra testimonianza è quella di Maria Eleonora Polito, volontaria a Capaccio. «Sono trascorsi sette mesi dai primi incontri con i responsabili dell’Onmic e quindi dall’iniziato del servizio civile - scrive -. Ho dovuto affrontare situazioni non facili con i bambini ma proprio questo mi ha dato la forza per riuscire a tranquillizzarli nei loro momenti di sfogo. Sono due i bambini a cui sto vicino e ho con loro un bellissimo rapporto. All’inizio pensavo di non farcela ora invece riesco tranquillamente a gestire le situazioni. Il Servizio Civile mi sta facendo capire aspetti della vita che prima non consideravo». Il Servizio Civile come esperienza di vita, quindi, ma anche un modo per mettere alla prova se stessi come ha fatto Michele Cozzi, altro volontario del progetto “Viola” a Capaccio che racconta: «Ad essere sincero all’inizio ero molto dubbioso al riguardo ma oggi sono contento di dovermi ricredere e felice di essere riuscito ad inserirmi in questo progetto. Mi ritengo fortunato nell’aver instaurato un buon rapporto con gli insegnanti e con tutti i ragazzi della classe e anche se ci saranno momenti più duri sono certo di riuscire ad affrontarli con il supporto delle figure professionali che mi guidano in questa esperienza». Dopo Antonia, Maria Eleonora e Michele le agende-racconto si arricchiranno di nuove testimonianze, quelle dei volontari che come loro con entusiasmo e forza portano avanti l’opportunità fornita dal Servizio Civile Nazionale.

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