Cronaca

Capaccio: truffa all?INPS per oltre 230mila ?


La compagnia della Guardia di Finanza di Agropoli, dopo una complessa operazione di servizio durata oltre un anno, ha denunciato il 45enne titolare di un’azienda agricola e di allevamento di Capaccio, e due consulenti delle cui prestazioni l’azienda si è avvalsa per il reato di truffa nei confronti dell’I.N.P.S., per un ammontare nell’arco di un biennio, dal 2000 al 2001, di oltre 230.000 euro di indennità di disoccupazione agricola, maternità e malattia. 

Le fiamme gialle hanno anche denunciato 59 braccianti agricoli fittizi. I falsi braccianti versavano parte delle indennità percepite al titolare dell’azienda, al fine di ottenere le false assunzioni, che consentivano di beneficiare delle stesse indennità erogate dall’I.N.P.S. L’azienda agricola è risultata, altresì, essere debitrice, nei confronti dell’I.N.P.S. di ingenti somme, dovute per contributi agricoli non versati, producendo, in tal modo, un doppio danno all’istituto previdenziale.

Infatti l’INPS, oltre al mancato introito di ingenti somme, ha dovuto liquidare tutte le prestazioni di legge (indennità di disoccupazione agricola, malattie, maternità, copertura assicurativa ai fini pensionistici) a favore della generalità dei dipendenti del settore agricolo. L’attività investigativa ha, in primo luogo, evidenziato che l’iniziale ingranaggio della truffa era la costituzione di falsi contratti di fitto di terreni con la cui esibizione si ottenevano un gran numero di fogli di assunzione.

Si trattava di terreni limitrofi all’azienda, per la maggior parte appartenenti a parenti del titolare, ignari di essere coinvolti nel meccanismo truffaldino. Le connesse indagini di polizia tributaria hanno consentito di constatare che l’azienda agricola e di allevamento, sottoposta a verifica fiscale, è risultata essere evasore totale, non avendo presentato le dichiarazioni per gli anni di imposta dal 2001 al 2004; in tale contesto, sono state accertate violazioni alle imposte dirette per oltre 100.000 euro, all’Iva per oltre 20.000 euro ed all’Irap per oltre 2.500 euro.

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