Passeggiare lungo la storia, percorrendo i vicoli, ammirando pezzi di mobilio ormai quasi scomparsi, documenti risalenti ad epoche in cui si utilizzavano ancora penna e calamaio, gustando i piatti della tradizione tramandati da generazione in generazione e preparati dalle mani capaci delle massaie che ne hanno ereditato ricette e segreti. Tutto questo e tanto altro ancora è Alla riscoperta delle nostre origini, percorso storico, culturale e gastronomico che si snoda lungo le strade del centro storico di Capaccio. Da oggi, giovedì 3 fino a sabato 5 agosto, si aprono gli antichi portali per mostrare i portoni di un tempo, le famiglie del posto tirano fuori per mostrarli ai visitatori i cimeli gelosamente custoditi nei vecchi cassettoni di famiglia: corredi fatti a mano, grammofoni, vecchi giornali, pentole in rame, lampade ad olio. Dei pannelli illustrativi lungo il percorso illuminato da luci di candele raccontano e spiegano la storia del luogo, di quegli edifici, dei portali di pietra, dei cortili, che oggi formano il centro storico, nati intorno al 1300 quando la popolazione da Capaccio Vecchia, dove oggi non rimane che il santuario della Madonna del Granato, si rifugiò tra i monto Soprano e Sottano per sfuggire alla vendetta del re Federico II di Svevia per la congiura ordita contro di lui dai baroni del posto. Lungo il percorso sarà possibile fermarsi a degustare i piatti della tradizione, dalla pasta fatta in casa, ai dolci tipici del posto, trovando in ogni angolo gastronomico un piatto diverso, ascoltare musica, vedere e acquistare prodotti tipici e oggetti artigianali realizzati dalle associazioni cilentane. Domani sera è inoltre prevista l’esibizione di un gruppo che eseguirà musica napoletana d’autore. Sabato, serata finale, le strade del centro saranno meta di un gruppo folkloristico cilentano che canterà e ballerà in abiti d’epoca.



