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Aviaria: 100 mln di ? a imprese avicole in crisi


Positiva per la Coldiretti di Salerno l’approvazione definitiva al Senato e la conseguente conversione in legge del Decreto sugli interventi urgenti in agricoltura, soprattutto rispetto all’aviaria e agli articoli sulla previdenza agricola.

“Si tratta di un provvedimento fortemente atteso dai nostri imprenditori agricoli – commenta il direttore Francesco Cosentini –che dà sollievo alle imprese avicole in grave crisi di liquidità a causa della psicosi dell’influenza aviaria che ha drasticamente ridotto i consumi e, quindi, le vendite di pollo. Lo stesso Decreto dà risposte concrete, dopo anni di battaglie, all’annoso problema della previdenza agricola, dato che oltre a regolarizzare il pregresso, imprime una svolta rispetto al futuro abbattendo il costo del lavoro nel settore agricolo in Puglia e pone le basi per una radicale riforma del sistema contributivo”.

AVIARIA – Disposte misure per affrontare la crisi di mercato determinata dall’influenza aviaria con un fondo di 100 milioni di euro destinati a interventi per il salvataggio e la ristrutturazione, indennità per il fermo produttivo e il mancato reddito dovuto al blocco della movimentazione e la sospensione dei versamenti previdenziali, tributari e creditizi fino al 31 ottobre 2006, nonché la possibilità di concedere mutui per la riconversione e la ristrutturazione.

PREVIDENZA AGRICOLA - Sospesi gli aumenti automatici previsti dalla norma del 1997 che disponeva l’aumento progressivo dell’aliquota per il fondo pensioni lavoratori dipendenti nella misura dello 0,20 per cento annuo (0,60 per cento per le imprese con processi produttivi di tipo industriale) fino al raggiungimento dell’aliquota in vigore negli altri settori (32 per cento). Ridotte le aliquote contributive attraverso un aumento della fiscalizzazione nelle zone montane dall’attuale 70% al 75% e nelle zone svantaggiate dall’attuale 40% al 68%.

Il costo effettivo dei contributi viene quindi abbattuto rispettivamente del 20% nelle zone montane e del 50% nelle zone svantaggiate. La soluzione definitiva all’annoso problema dei contributi previdenziali pregressi è vincolata alla successiva verifica e parere positivo di EUROSTAT della effettiva capacità di copertura per l’impatto sui conti pubblici italiani. In particolare il concordato prevederebbe che per i carichi contributivi risultanti fino al 30 giugno 2005, compresi quelli cartolarizzati, i datori di lavoro agricolo ed i lavoratori autonomi possono estinguere l’intero debito contributivo in rate semestrali entro il 31 dicembre 2030.

Entro il 30 giugno 2006 occorre sottoscrivere apposito atto e versare contestualmente il 2% del dovuto ed un ulteriore 8% entro il 31 dicembre. Tale atto sospenderebbe i giudizi pendenti e le azioni di recupero.

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