Cronaca

Aste giudiziare truccate. Controlli anche al tribunale di Vallo


La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito otto ordinanze di custodia cautelare (cinque in carcere e tre ai domiciliari) nei confronti di altrettanti presunti appartenenti a due distinte organizzazioni ritenute dedite alla turbativa d’asta e alle estorsioni nell’ambito delle procedure delle aste giudiziarie. Altre trenta persone sono state denunciate. Secondo quanto ricostruito dai militari della Guardia di Finanza le due organizzazioni si erano adoperate per condizionare le procedure immobiliari pendenti presso alcuni Tribunali, tra cui quelli di Nola e di Vallo della Lucania. Nell’inchiesta sono coinvolti, a vario titolo, anche due cancellieri del Tribunale di Nola ed un avvocato del foro di Avellino. Le accuse contestate, a vario titolo, vanno dalla concussione, corruzione, falso in atto pubblico, turbativa d’asta. I militari della finanza hanno anche sequestrato conti correnti e libretti di deposito postale per un valore complessivo di 150 mila euro. Le indagini hanno riguardato due diversi gruppi criminali. Il primo gruppo, costituito da due cancellieri dell’Ufficio esecuzione del Tribunale di Nola e da un avvocato del foro di Avellino, secondo l’accusa era dedito a turbative d’asta. In alcuni casi, gli indagati si impegnavano - o fingevano di impegnarsi - in cambio di somme di denaro o di beni di varia natura, a velocizzare le procedure, in altri casi promettevano il loro intervento per escludere alcune persone interessate dalla partecipazione alla gara dietro compenso in denaro o attraverso attività illecite poste in essere dai cancellieri. Gli indagati provvedevano anche alla falsificazione dei mandati di pagamento emessi dal presidente del Tribunale. I soggetti già sottoposti a presunta concussione o estorsione nella fase relativa all’esecuzione immobiliare erano vittime di ulteriori condotte illecite anche nella fase relativa alla restituzione delle somme anticipate a titolo di cauzione per la partecipazione alle aste, non percependo i rimborsi. Il secondo gruppo è costituito da persone che hanno portato avanti una serie di condotte illecite, che vanno dall’estorsione alla turbativa d’asta, nell’ambito di procedure immobiliari pendenti non solo presso il Tribunale di Nola, ma anche presso altri Tribunali, quali ad esempio quello di Vallo della Lucania. Gli indagati invitavano il debitore o il soggetto interessato alla partecipazione all’asta ad astenersi dalla procedura dietro pagamento di cospicue somme di denaro e, nel caso in cui l’invito fosse rifiutato, per raggiungere lo scopo, ponevano in essere veri e propri comportamenti estorsivi. Quest’ultimo gruppo si è avvalso, secondo l’accusa, anche del contributo fornito dai due cancellieri e dall’avvocato per pilotare l’esito delle vendite e delle assegnazioni dei cespiti immobiliari.

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