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Angelo Villani: “Il Cilento come l’Umbria, con una rete dei centri storici”


«Complimenti a Cicerale perché con “Cilento Delizie” si innesta perfettamente nella strategia che la Provincia di Salerno sta portando avanti per la differenziazione del prodotto turistico e della ricerca della qualità». Il presidente Angelo Villani, alla cerimonia del taglio del nastro per la decima edizione della Fiera nazionale del bio “Cilento delizie”, ha parole di elogio per l’Amministrazione di Cicerale che realizza la kermesse ed è rappresentata dal sindaco Nicola Gatto e dal vicesindaco Domenico Corrente. Ma Villani allarga il discorso anche a una strategia di sviluppo che coinvolge i centri storici dell’entroterra: «Una Provincia vasta come la nostra, che è la prima per estensione in Italia, è in grado di offrire tutto quello che i visitatori possono desiderare, dal turismo di elite della costiera amalfitana alle grandi potenzialità del Cilento e del suo Parco nazionale sia con la costa che con l’entroterra. In particolare, i centri storici se messi in rete diventano una straordinaria opportunità. Penso all’Umbria che proprio grazie ai suoi borghi è diventata un grande attrattore. Dobbiamo lavorare per la nostra risorsa principe, che è il turismo, con manifestazioni come questa che esaltano le tipicità e realizzano una pluralità di offerta». A seguire l’intervento il commissario del Parco nazionale Giuseppe Tarallo, il presidente dell’Ente di Ambito Sele Donato Pica, i sindaci Franco Alfieri di Agropoli, Lello Gargano di Torchiara, Francesco Palumbo di Giungano, Giuseppe Castellano di Lustra, Michele Voria di Rutino, moderati dal giornalista e cittadino onorario di Cicerale, Ermanno Corsi. Ma tra i volti noti intervenuti alla kermesse c’è anche quello della spumeggiante conduttrice di Uno Mattina Estate, Veronica Maya, nonché Marco Sabellico, coordinatore nazionale della Guida Vini d’Italia de Il Gambero Rosso, e Luciano Pignataro, responsabile sud Italia della guida I vini buoni d’Italia del Touring Club Italiano, che hanno guidato le degustazioni delle eccellenze enologiche del Sud Italia. Sulla stessa lunghezza d’onda la presentazione delle bioeccellenze del biodistretto “Colline di Elea Velia”, con l’assessore all’agricoltura di Ascea, Raffaele D’Angiolillo, che è anche il coordinatore del biodistretto, il coordinatore di controllo Icea Giuliano D’Antonio, il vice presidente nazionale dell’Aiab Salvatore Basile, coordinati dal giornalista Gerardo Antelmo, conduttore della trasmissione “Le Regole del Gusto” su Radio Rai. Domani sera (12 agosto) l’ultimo appuntamento di “Cilento delizie”: la serata conclusiva avrà inizio alle ore 19 con l’apertura della fiera di prodotti tipici biologici. Alle 19,30 il gruppo folkloristico “I Cilentanissimi” per le vie del paese, mentre alle 21 si svolgeranno le degustazioni di miele biologico a cura di Gianpaolo Mancini. Finale di serata caliente alle 22 con il “Flamenco El Tibe”, spettacolo di musica e danza flamenco e ritmi popolari italiani. Grande allegria con il piano bar di Enzo D’Amato e gli artisti di strada. Esposizione di prodotti biologici, degustazioni guidate, momenti culturali e folclore: il borgo seicentesco di Montecicerale con “Cilento Delizie” offre un’occasione unica per conoscere le migliori produzioni locali, a partire proprio dai ceci di Cicerale, un prodotto in corsa per l’Igp. E soprattutto per assaggiarli. Il ristoranti del posto (Arco vecchio, il ristorante locanda Antica forgia, il ristorante pizzeria S. Lucia, il ristorante L’orchidea, il club Luna rossa, gli agriturismi Corbella e Verdevalle) nei giorni della kermesse proporranno ai clienti menu a base di ceci. Nata da un’intuizione dell’attuale vicesindaco Domenico Corrente, che in questo decennio ha sempre seguito con attenzione e fatto crescere la manifestazione, la kermesse ospita quest’anno 100 aziende locali e nazionali del biologico, dell’enogastronomia di qualità, del tipico e dell’artigianato. Con una doppia garanzia: le Dop dell’area, ovvero olio extravergine di oliva e il fico bianco del Cilento, e i 4 presidi Slow food, ovvero le ricercatissime alici della menaica, le mozzarelle con la mortella, la soppressata di Gioi e il cacioricotta cilentano.

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