Attualita'

Anche a Capaccio gli studenti in piazza contro la riforma Gelmini


Studenti di tutti gli istituti superiori di Capaccio Paestum in sciopero, quest’oggi, per protestare contro il decreto del ministro Gelmini. Circa un migliaio i giovani che, lungo le arterie cittadine, hanno sfilato in corteo manifestando pacificamente e civilmente, con striscioni e cori. A mezzogiorno, i rappresentanti d’istituto hanno gremito la Sala Erica in Piazza Santini, a Capaccio Scalo, per riunirsi in assemblea permanente, alla quale ha partecipato anche l’Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione, Eugenio Guglielmotti, che ha esteso agli studenti la solidarietà e l’appoggio del Sindaco, Pasquale Marino, nonché dell’Amministrazione comunale tutta.

“Nel lavorare a stretto contatto con il mondo della scuola nell’esercizio delle mie funzioni - ha spiegato l’Assessore Guglielmotti agli studenti - ho cercato sempre di assumere una posizione neutrale nei confronti della stessa, nella convinzione che farne un uso strumentale fosse la cosa più dannosa possibile. Ma oggi, mio malgrado, difficilmente riesco a mantenere questo principio. Ho sentito, in questi giorni, alti esponenti del Governo appellare come ‘mistificatori’ i tanti che si oppongono alle scelte prese da pochi. Sembra quasi che, chi parla per mostrare le sconcezze della ‘pseudoriforma’ della scuola, racconti falsità, e chi di conseguenza protesta in piazza, sia un popolo di allocchi. Non è così!”.

“Alcune settimane fa - ha concluso Guglielmotti - mi trovai a dire che speravo in una riforma della scuola fatta con la testa e con il cuore, non con le calcolatrici. Invece, è proprio questo che si sta facendo. Ho la sensazione che, più di una vera e propria riforma, oggi si stia approvando una piccola manovra finanziaria ai danni della scuola. Ciò che verrà approvato, con un ennesimo atto di forza ed impedendo il dibattito parlamentare, è un decreto che non tiene affatto conto dei più deboli, delle fasce più bisognose. Infatti, chi pagherà in maniera maggiore il conto di questa riforma, purtroppo, sono gli abitanti delle piccole comunità, delle periferie, dei borghi di campagna, dei paesini di montagna. L’accentramento degli studenti in plessi numericamente più grandi, avrà come logica conseguenza lo spopolamento dei centri più piccoli con il conseguente aumento demografico delle città”.

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