Per circa una settimana Agropoli ha ospitato presso lOratorio PG Selvi una delegazione di bambini provenienti dai campi profughi del Sahara Sud occidentale. Politici e Associazioni di Volontariato in prima fila per portare avanti un progetto che prosegue ormai da otto anni per sensibilizzare lopinione pubblica verso le disagiate condizioni in cui è costretto a vivere in esilio il popolo Saharawi.
E' stata unautentica gara della solidarietà, quella che ha visto come protagonisti nove bambini provenienti dai campi profughi Saharawi ( Sahara Sud Occidentale) ospitati per una settimana presso i locali dellOratorio PG Selvi. Il progetto di accoglienza, è stato concordato con la Rappresentanza in Italia del Popolo Saharawi, che tramite la stipula di un protocollo di solidarietà, consente da anni il soggiorno di alcune rappresentanze del popolo del deserto con lobiettivo di alleviare le disagiate condizioni di vita dei bambini Saharawi, favorendone la formazione nellottica di una ristabilizzazione della regione sub-sahariana. I circa 200mila Saharawi dei campi profughi di Tidourf (Algeria), vivono la conseguenze della post- colonizzazione spagnola e francese del secolo scorso e ancora oggi soffrono delle lungaggini burocratiche e politiche degli Stati dellarea, che rallentano liter della definizione dei confini. Frattanto questo popolo è riuscito in una delle più incredibili interessanti imprese di sopravvivenza della storia contemporanea: la costruzione di uno Stato in esilio: difatti, più di 160mila vivono da profughi sotto tende di fortuna nel torrido deserto algerino, sotto un sole che nel periodo estivo tocca i 70 gradi. In attesa che le istituzioni internazionali riescano a favorire definitivamente la creazione di uno stato indipendente, in passato il popolo Saharawi decise di intraprendere una lotta armata, oggi abbandonata preferendo piuttosto i canali della diplomazia e la solidarietà internazionale, nonchè il rispetto delle risoluzioni dellONU, della UE e dello stesso Parlamento italiano, che invocano da tempo lo svolgimento di un Referendum per la sua autodeterminazione. A soffrire maggiormente nei campi profughi sono i bambini: poca acqua a disposizione, un fazzoletto di terra da coltivare che non riesce a sfamare tutti, con ospedali e strutture fatiscenti, prive delle adeguate norme igieniche e sanitarie. Questo progetto di solidarietà, da otto anni ormai rappresenta un impegno concreto, quale sentimento di sensibilità di una comunità, di un Ente Locale di un Paese sviluppato che deve essere vicino a chi nel mondo soffre in condizioni di vita insopportabili - spiega il delegato del Presidente Villani per la Pace e la Cooperazione Internazionale Ernesto Scelza. Sin da giorno del loro arrivo, i nove bambini Saharawi sono stati accolti amorevolmente dalle associazioni di volontariato presenti sul territorio, che si sono prodigate affinché il soggiorno fosse stato ampiamente tranquillo e confortevole. Soprattutto le ragazze del Servizio Civile Nazionale della Città di Agropoli coordinate dalla Dott.ssa Angela Carola si sono prodigate tantissimo, affezionandosi subito ai vispi fanciulli, vivendo per qualche giorno unesperienza che sarà difficile da dimenticare: hanno voluto seguirli fino allultimo, in occasione della conferenza stampa svoltasi presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Salerno, a cui erano presenti anche lambasciatore del popolo Saharawi in Italia Omar Mih, nonché la coordinatrice in Italia per gli Aiuti Fatima Mahfud. Tante le lacrime e gli abbracci prima del commiato finale che ha preceduto il loro viaggio di ritorno nella desolazione della loro terra d origine. La sera precedente, un gustoso rinfresco allaperto presso il campetto dellOratorio, ha salutato la partenza da Agropoli, a cui hanno partecipato tantissime persone, con la presenza del primo cittadino di Agropoli Franco Alfieri, della senatrice Olimpia Vano e tante altre personalità politiche e istituzionali- A voler vivere questesperienza indimenticabile di solidarietà sono stati veramente in tanti e a tutti va un doveroso ringraziamento: Al Sindaco di Agropoli Dott. Franco Alfieri allAss. Solidarietà Sociale Angelo Coccaro, lAss. alle Politiche Sociali del Comune di Castelnuovo C.to Dott. Eros Lamaida, le ragazze del Servizio Civile Nazionale della Città di Agropoli impiegate nei progetti Diamoci la mano e Passo dopo passo Chiara Squillaro, Mara Vicedomini, Rossana Greco, Maria Pia Martines, Daniela Campanile, Vittoria Bufano, Caterina DAmbrosio, Doriana Cianfrone, Fabiana Hetman e Barbara Di Matteo, lOratorio PG Selvi, presieduto da Giuseppe Di Lucia , (che ha coordinato la logistica), Il Centro Aiuto alla Vita diretto da Gaetano Taddeo, il Gruppo Missionario Santa Maria delle Grazie, la Delegazione della CRI con i Volontari del Soccorso (che hanno vigilato ogni notte presso la struttura che ha accolto i bambini), il gruppo AUSER, il C.A.T. (Centro Alcolisti in Trattamento), Don Nicola Griffo (Parroco S. Cuore) Don Bruno Lancuba (P. S. Maria delle Grazie), linterprete ufficiale Mustaphà, lArma dei Carabinieri. Da ringraziare anche numerose attività e privati che hanno contribuito alliniziativa: Roc articoli da regalo (che ha offerto una serie di doni), Calzature Anaclerico (fornitura di calzature) Pasticceria Carmen e Panetteria Mazza (fornitura di cornetti e panini), la Casa di Riposo Villa Marina (che ha fornito lenzuola ed arredi), i ristoranti U Turrione, La Casa Bianca Il Buttero che hanno offerto la cena) il trenino turistico che ha portato a spasso i bambini per le vie della città), lorganizzazione del parco giochi itinerante (che ha consentito luso delle giostrine), il complesso Acquaparck e il Lido Paradiso, Autolinee SCAT, la redazione del nostro portale Infoagropoli che sin dallarrivo dei bambini li ha seguiti, curando il reportage del soggiorno e offrendo loro anche un gustoso e gradito gelato, atto a mitigare lopprimente calura di questi giorni. Un sentito ringraziamento va anche al Sig. Massimo La Porta (che ha offerto una cena) e al sig. Hamid, (un immigrato che ha onorato la sua mensa per un giorno con la comitiva). Si ringraziano inoltre tutti coloro che pur non essendo stati citati hanno contribuito a donare per qualche giorno a questi bambini momenti di tranquillità e di solidarietà, prima del loro triste ritorno nella loro terra dorigine, che ci auspichiamo possa avere presto dei confini e una bandiera allombra della quale possano vivere in tranquillità. Il nostro ruolo certamente non si esaurisce qui, ma deve proseguire più profondo ed incisivo affinché il popolo Saharawi possa riacquistare la dignità che gli spetta, in attesa della quale oggi è costretto a sopravvivere in condizioni estreme di sopravvivenza, in cui a soffrire di più sono appunto i bambini. Grazie a quanti hanno regalato per qualche giorno un sorriso, un abbraccio una carezza, soprattutto la speranza, che non deve mai venire meno, in attesa di aurore più luminose e durature per tutti popoli della terra che soffrono e vivono in condizioni di sottosviluppo. 






