Nella suggestiva cornice della Sala dei Francesi, presso il Castello medievale di Agropoli, si è svolto sabato 20 maggio il Secondo Convegno di Studi organizzato dalla Associazione Acropolis in memoria di Piero Cantalupo. Professore di lettere italiane, latine e greche, Piero Cantalupo fu a partire dagli anni 70' un solido punto di riferimento per gli studi in campo storico ed archeologico concernenti il nostro territorio.
Fondatore del Gruppo Archeologico Agropoli, promosse ed effettuò, anche con l'aiuto di semplici appassionati, il recupero di una notevolissima quantità di materiale d'importanza storica, oggi conservato presso il locale Antiquarium, sito nelle adiacenze del porto, in via Carlo Pisacane. A tre anni dalla sua scomparsa, il figlio Gaetano, giovane presidente di Acropolis, ne ha ricordato l'opera e le doti sia umane che intellettuali. Doti più tardi rimarcate anche dal professor Luigi Rossi dell'Università di Salerno unitamente con Giovanni Guardia ed il professor Francesco Sofia, rispettivamente direttore responsabile e direttore scientifico della nota rivista "Annali Storici di Principato Citra" edita dal Centro di Promozione Culturale per il Cilento. E' stata rievocata, così, con grande emozione, la figura di uno storico e studioso dalla viva intelligenza, amante del proprio territorio e profondo conoscitore della sua storia, con una personalità magnetica in grado di coinvolgere nei suoi studi anche esperti e professionisti di settori lontani dal mondo archeologico. A tutti costoro, Piero Cantalupo è stato di costante sprone per un impegno profondo, mirato a mettere a nudo, ed allo stesso tempo a preservare, le radici profonde della nostra storia, così spesso male interpretata o, addirittura, ignorata. Gradita la partecipazione al convegno della neo senatrice di Rifondazione Comunista Olimpia Vano, che ha sottolineato come le iniziative di cultura siano ancora molto poche ad Agropoli e come spesso incontrino l'indifferenza e la refrattarietà dei più giovani. Occorre lavorare, quindi, per stimolarne la partecipazione, anche predisponendo delle strutture adeguate che possano fungere da vero e proprio ricettacolo culturale. Strutture che, fatta eccezione per la Biblioteca Comunale e la sua stanza polivalente, sono ancora, purtroppo, esigue ad Agropoli. Solo favorendo la partecipazione dei più giovani potremmo avere la speranza di formare quelle nuove leve di studiosi, di cittadini, che abbiano una maggiore coscienza del territorio in cui vivono e della sua storia, perpretando con maggiore efficacia l'impegno profuso da chi li ha preceduti. Il sindaco Antonio Domini, intervenendo subito dopo la senatrice Vano, ha auspicato come l'impegno nel campo culturale possa essere una costante di tutte le amministrazioni del Comune di Agropoli, a prescindere dall'orientamento politico. In questa ottica, Domini ha anticipato come l'annosa questione dell'Antiquarium, nel quale sono raccolti i reperti recuperati dal professor Piero Cantalupo, possa trovare presto una soluzione: si è vicini, infatti, al raggiungimento di un protocollo d'intesa con la Sopraintendenza Archeologica che permetterà al Comune di Agropoli di gestirne i beni ivi contenuti ed esporli al pubblico. Prima di questo, comunque, ci sarà da rendere agibile l'edificio della ex Pretura, che abbisogna di urgenti lavori di risistemazione e ristrutturazione. Un iter burocratico che il Sindaco stima completabile in quattro anni, dando la certezza che verrà certamente tagliato il nastro dell'Antiquarium e che il sogno di Piero Cantalupo, come di tutti i suoi amici e collaboratori, possa finalmente vedersi realizzato.



