Cronaca

Agropoli: un arresto contro l'immigrazione clandestina


Entravano in Italia con dei bus turistici per poi far perdere le proprie tracce sul territorio. A gestire il traffico di clandestini dai Paesi dell’Est, un’organizzazione criminale ai cui vertici vi erano due donne bulgare e un uomo che, oltre a fornire loro visti presumibilmente falsi, si preoccupavano anche di trovare a tutti un alloggio e un lavoro, affidandoli anche ad imprenditori agricoli del centro sud. Tutto era organizzato nei minimi dettagli: una volta in Italia gli immigrati venivano accolti in una casa di preghiera a Cirò Marina, quindi smistati nei campi o in altri lavori a seconda delle esigenze. A mettere fine all’affaire, è stata ieri la guardia di finanza di Monopoli che ha eseguito quattordici richieste di custodia cautelare in carcere mettendo fine alla tratta. I clandestini, secondo quanto appurato nel corso delle indagini dai finanzieri, ricevevano una paga giornaliera di 10 euro. In pochi anni l’organizzazione criminale era riuscita a piazzare circa 700 lavoratori. L’inchiesta pugliese tocca anche Salerno dove i finanzieri hanno scoperto una sorta di «collocamento» clandestino gestito da Domenico Raiola, originario di Castellammare di Stabia, ma responsabile per la Campania della gang. Raiola, che aveva una relazione con la donna che gestiva la casa di preghiera a Cirò Marina, avrebbe piazzato nelle campagne della Piana diverse centinaia di lavoratori clandestini. E non solo. Secondo quanto appurato dagli investigatori Raiola avrebbe provveduto a fornire «manodopera» anche al titolare del circo «Rony Roller» quando faceva tappa ad Agropoli. In cambio Raiola avrebbe ottenuto 50 euro per ogni persona sistemata. Le indagini ora proseguono anche nel Salernitano per verificare quali siano gli imprenditori agricoli che hanno utilizzato questo «servizio». Per loro, come per i loro colleghi pugliesi, poterebbero scattare i sequestri dei terreni e delle aziende. Non si esclude che qualcuno di loro possa essere coinvolto anche nell’inchiesta avviata dai carabinieri e dagli ispettori Inps nella Piana del Sele. pe.car.

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