Erano in prevalenza operai, i componenti di una banda intenta allo spaccio di sostanze stupefacenti e sgominata dai Carabinieri della Compagnia di Agropoli. L’operazione “Templi” ha permesso di arrestare otto persone tutte incensurate. Tra di loro anche un titolare di un bar e un impiegato.
Le indagini della vasta operazione anti-droga sono state lunghe e articolate. Pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali hanno permesso di individuare i responsabili di un traffico di stupefacenti che interessava gran parte della provincia.
La droga veniva acquistata a Napoli, per poi essere smerciata oltre che ad Agropoli, anche a Capaccio, Battipaglia e spesso anche a Salerno.
L’operazione è avvenuta in un contesto particolare, quello di Agropoli, dove solitamente lo spaccio, soprattutto nei periodi estivi, non avviene ad opera di residenti della zona e, di conseguenza, gli arresti sono isolati e non riconducibili ad una vera e propria organizzazione.
Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati un chilo ed ottocento grammi di cocaina pronta ad essere smerciata, pietra d'allume per il taglio delle dosi, un bilancino di precisione, due taglierini e tre telefoni cellulari. Appostamenti, intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno consentito di fare luce sull'intera organizzazione che si approvvigionava di piccole quantità di cocaina a Napoli, che poi veniva distribuita nelle zone frequentate soprattutto da giovani nelle località del basso Cilento, a partire proprio dalla città di Agropoli.
In questo caso, le forze dell’ordine sono riusciti a risalire ai responsabili attraverso una lunga serie di investigazioni, coordinate dalla Procura di Vallo della Lucania e iniziate nei primi mesi del 2004, a seguito di una sospetta morte per overdose di un uomo di Agropoli, il cui corpo è stato ritrovato nel dicembre del 2003. Da allora una serie di elementi indiziari hanno polarizzato l’attenzione degli inquirenti su un 36enne titolare di un bar, che aveva stretti contatti con l’uomo stroncato dall’overdose.
Le indagini hanno permesso poi di ricostruire le operazioni della banda, in cui figurano anche una donna, una barista 28enne di Agropoli, ora rinchiusa nel carcere femminile di Fuorni, e un 22enne operaio cilentano, da anni domiciliato a Novara e tradotto presso quel carcere. Altri cinque componenti della banda sono invece rinchiusi tutti nel carcere di Vallo della Lucania.
Solo uno di loro, un 28enne carpentiere di Agropoli, è finito agli arresti domiciliari. Per una nona persona un operaio 34enne è stato disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Francesca De Simone
Francesca De Simone



