Anche quest'anno Agropoli ha ospitato otto bambini provenienti dai campi profughi Saharawi (Sahara Nord Occidentale). La comitiva, ha soggiornato presso l'Oratorio Padre Giacomo Selvi che, con il suo staff e insieme all'Associazione Piccoli Ambasciatori di Pace, ha accudito e prestato loro assistenza per i 10 giorni di permanenza in città. Il progetto di accoglienza, è stato concordato con la Rappresentanza in Italia del Popolo Saharawi, che tramite la stipula di un protocollo di solidarietà, consente da anni il soggiorno di alcune rappresentanze del popolo del deserto con lobiettivo di alleviare le disagiate condizioni di vita dei bambini Saharawi, favorendone la formazione nellottica di una ristabilizzazione della regione sub-sahariana. I circa 200mila Saharawi dei campi profughi di Tidourf (Algeria), vivono la conseguenze della post-colonizzazione spagnola e francese del secolo scorso e ancora oggi soffrono delle lungaggini burocratiche e politiche degli Stati dellarea, che rallentano liter della definizione dei confini. Frattanto questo popolo è riuscito in una delle più incredibili interessanti imprese di sopravvivenza della storia contemporanea: la costruzione di uno Stato in esilio: difatti, più di 160mila vivono da profughi sotto tende di fortuna nel torrido deserto algerino, sotto un sole che nel periodo estivo tocca i 70 gradi. In attesa che le istituzioni internazionali riescano a favorire definitivamente la creazione di uno stato indipendente, in passato il popolo Saharawi decise di intraprendere una lotta armata, oggi abbandonata preferendo piuttosto i canali della diplomazia e la solidarietà internazionale, nonchè il rispetto delle risoluzioni dellONU, della UE e dello stesso Parlamento italiano, che invocano da tempo lo svolgimento di un Referendum per la sua autodeterminazione. A soffrire maggiormente nei campi profughi sono i bambini: poca acqua a disposizione, un fazzoletto di terra da coltivare che non riesce a sfamare tutti, con ospedali e strutture fatiscenti, prive delle adeguate norme igieniche e sanitarie. Questo progetto di solidarietà, da nove anni ormai rappresenta un impegno concreto, quale sentimento di sensibilità di una comunità, di un Ente Locale di un Paese sviluppato che deve essere vicino a chi nel mondo soffre in condizioni di vita insopportabili - spiega il delegato del Presidente Villani per la Pace e la Cooperazione Internazionale Ernesto Scelza. Sin da giorno del loro arrivo, gli ottobambini Saharawi sono stati accolti amorevolmente dalle associazioni di volontariato presenti sul territorio, che si sono prodigate affinché il soggiorno fosse stato ampiamente tranquillo e confortevole.
Intanto ieri, giovedì 21 Agosto presso l'Oratorio Selvi, si è tenuta una festa d'addio ai piccoli ospiti. Presenti, oltre al personale dell'Oratorio, dell'Associazione Piccoli Ambasciatori di Pace, della Croce Rossa Italiana, e al sindaco Alfieri con i consiglieri Coccaro e Crispino, centinaia di persone che hanno voluto salutare gli otto sahawariani, che oggi si sono recati in Provincia per l'ultimo saluto da parte delle istituzioni prima di salutare per l'ultima volta l'Italia.



