Anche oggi, e per il terzo giorno consecutivo, gli studenti agropolesi sono scesi in piazza per protestare contro la riforma Gelmini. Sul tema, è intervenuto anche il giornalista e membro della consulta provinciale di Forza Italia Sergio Vessicchio, che parla di minacce da parte di pochi rivoltosi che fanno politica agli altri studenti, per impedirgli di andare a scuola.
"La validità della legge Gelmini e i suoi possibili risvolti positivi per la scuola - si legge nel comunicato del direttivo cittadino di Forza Italia - sono stati al centro dell'ultimo direttivo di Forza Italia di Agropoli riunitosi in seduta straordinaria per affrontare il problema della diserzione scolastica degli ultimi giorni. Infatti il nostro partito ha ricevuto molte lamentele da parte dei giovani iscritti al partito e anche non iscritti che frequentano gli istituti superiori di Agropoli e precisamente il Liceo Scientifico e quindi il Liceo Classico , l'I.T.C. i quali denunciano che pur essendo pienamente a favore della legge Gelmini vengono invitati a non entrare in classe e a non partecipare alle lezioni. Gli inviti vengono fatti spesso sotto forma di minacce da parte di pochi rivoltosi che fanno politica. In più i ragazzi lamentano che addirittura ci sono dei professori che invitano a non entrare a scuola e che vi sono delle persone infiltrate che non sono ne docenti ne insegnanti ma attivisti che fanno politica nei partiti di sinistra di Agropoli. Alle lamentele dei ragazzi si aggiungono quelle di alcuni genitori che si sono rivolti a noi per sollecitare un intervento dei carabinieri perché i loro figli si presentano a casa impauriti e intimoriti per alcune pressioni che avrebbero ricevuto davanti alle scuole. Gli stessi genitori dicono di essersi rivolti anche ai dirigenti scolastici senza avere alcuna risposta. Abbiamo provveduto a fare una piccola inchiesta tra gli studenti e la maggior parte di loro non sanno ne cos'è la legge Gelmini ne il motivo di manifestazioni, altri invece apertamente favorevoli al decreto Gelmini. Invitiamo i dirigenti scolastici di Agropoli e gli insegnanti di prendere posizioni e decisioni importanti per mettere fine a questo andazzo Chiediamo l'intervento dei carabinieri di Agropoli per evitare che vi siano impedimenti per gli studenti che vogliono andare a scuola e di verificare se realmente vi siano state e vi sono ancora minacce per evitare che i giovani prendano parte alle elezioni.Invitiamo i genitori dei ragazzi minacciati e costretti a non entrare a scuola di rivolgersi alla Procura della Repubblica. Forza Italia stigmatizza il comportamento degli insegnanti e dei dirigenti scolastici permissivi di nei confronti di pochi rivoltosi che impediscono il normale svolgimento delle lezioni invitandoli ad una gestione più oculata e serena delle scuole".
Sergio Vessicchio componente del direttivo di Forza Italia afferma: "Ad Agropoli la crisi scolastica è sotto gli occhi di tutti come la dispersione alle superiori favorita soprattutto dalla inefficienza delle dirigenze e di molti insegnanti fannulloni. Da tempo denunciamo che si fa politica nei licei agropolesi e che ci sono insegnanti attivisti di sinistra contro Berlusconi che invece di fare lezione si preoccupano di voler screditare il presidente del Consiglio dei ministri. Inoltre vi sono pochi rivoltosi che organizzano cortei inutili che bloccano il traffico e le lezioni. Sfilano una cinquantina di persone a fronte di una popolazione scolastica di oltre 4000 studenti e per molti la scusa del corte finisce per essere un filone . Il mio partito è preoccupato come tutta la città di Agropoli per quanto si sta verificando davanti agli istituti e la richiesta d'intervento da parte dei carabinieri è giustificata dalle lamentele che abbiamo ricevuto.
Inoltre - conclude Vessicchio - sentiamo parlare di occupazioni e quant'altro questo sarebbe troppo perchè significherebbe bloccare arbitrariamente e quindi delinquenzialemnte attività didattiche legali. L'interruzione delle lezioni con accupazioni vanno perseguite in termini di legge. Naturalemnte se si dovesse verificare questo il nostro partito si rivolgerebbe prima ai carabinieri e poi al prefetto".



