Mico Argirò è un cantautore che, dopo lesperienza della musica popolare con i Taranta Rock, ha iniziato a sperimentare nuovi stili espressivi. La sua musica è caratterizzata dallessere realmente contro ogni corrente odierna e dalla ricerca per una musica realmente comunicativa e profonda.Egli stesso dichiara di avere avuto per maestri tutti i grandi cantautori italiani che, con la loro grandezza di espressione e di pensiero, hanno contribuito alla nascita del suo stile.
Mico Argirò nasce ad Agropoli nel 1988, da famiglia non ricca, e presto
inizia ad appassionarsi alla musica. Fin da piccolo ascolta i grandi
cantautori italiani e se ne appassiona profondamente, diventandone
attento conoscitore. Primo fra tutti di quelli che poi diventeranno i
suoi Grandi Maestri è Fabrizio De André, autore col quale Mico Argirò
condivide tutto quel mondo di umili e emarginati in un rapporto né di
imitazione né di emulazione, ma di vicinanza di pensiero. Col tempo si
appassiona alla musica popolare, avvicinandosi per innovarla e creare
uno stile popolare nuovo, al passo coi tempi, lontano da quella farsa
dei tanti gruppi che scimmiottano canzoni antiche. Inizia così
lesperienza dei Taranta Rock, il gruppo fondato proprio da lui, che
si esibisce in numerose piazze e locali pubblici; grande è il successo
che Mico Argirò e i Taranta Rock acquisiscono nella città di Agropoli,
tanto che saranno proprio loro ad esibirsi nellimportante festa
patronale di S.Pietro e Paolo del 2008. Importante da ricordare è il
successo che essi, con pochissimi mezzi, riscuotono via internet,
ricevendo stima e contatti dallItalia e anche dallestero. Mico Argirò
inizia a discostarsi dalla musica popolare, anche se non lha mai
abbandonata, nel momento in cui essa diventa una moda, non più un
qualcosa di importante e creativo, ma solo un copiare i ritmi di
qualcun altro. Nel frattempo si è sempre dedicato alla composizione di
canzoni, sue sia nella Musica che nel Testo, creando un proprio stile,
vicino ai grandi cantautori italiani, ma molto personale: uno stile che
affonda le basi nella musica popolare e etnica e, soprattutto, nei
cantautori ed evolve attraverso la costante sperimentazione di musiche
nuove, di lingue diverse come il greco arcaico e larabo, e di
esperienze culturali e umane sempre vive. È proprio lumanità che non
manca mai nelle canzoni di Mico Argirò, un umanità vera, umile, intima,
distante dalle finzioni della società moderna. È quindi spontanea la
nascita della protesta in Mico Argirò, come si è potuto vedere anche
coi successi su YouTube della Canzone del maggio e, soprattutto, di
Via della povertà, interamente riscritta da lui (1400 visualizzazioni
in soli 5 giorni). Sicuramente Mico Argirò si connota come una figura
artistica nuova, distante dal mondo della superficialità e del
conformismo, una figura artistica di grande presa su tutti quei giovani
che sanno discostarsi dal pensiero della massa. Tra le rose e il
cielo è un disco di ultimi, di semplici e di grandi sentimenti, di
umiltà e assoluto... un disco sospeso tra le rose e il cielo, appunto.
Si tratta di un lavoro fatto di figure semplici, di poveri, di umili, è
un disco in cui i personaggi prendono forma nelle note delle diverse
canzoni. Già il titolo è emblematico: Tra le rose e il cielo infatti
non è soltanto un verso tratto dalla canzone Bohèmienne, è la giusta
sintesi dellessenza del disco; le rose sono qui il simbolo di tutti
questi personaggi, la bohemienne, Lily,la ragazza che muore di
anoressia, i ragazzi sul motorino, la prostituta di dietro lo specchio,
le rose sono il simbolo di questi fiori malvisti dalla società. Il
cielo è laltra componente dellopera, lassoluto, la profondità di
Dio, il mistero della vita e della morte; questa caratteristica è
facilmente reperibile in tutte le canzoni, ma soprattutto in
due:Maria e Scrivendo dite.... Se nella storia di Maria, la
Madonna, ci si trova davanti alla difficile scelta di una madre, una
donna, ancora una ragazzina, con tutte le sue paure e i suoi dolori, in
Scrivendo dite.., si legge una tristissima storia che difficilmente
verrà mai dimenticata: la storia della nipotina morta a soli quattro
giorni di vita. Tra le rose e il cielo è un disco che pizzica le
corde dellanimo, un disco commuovente, intimistico, ma anche artistico
e di grande valore. Alle belle parole dei testi ben curati si aggiunge
una musica indipendente, controcorrente, raffinata ed elegante, fatta
di chitarre e violini, percussioni e armoniche, una musica frutto di
diverse esperienze, fusione di generi e stili. Bohèmien è una canzone
scritta verso la fine del 2005 e tenuta fino adesso nel cassetto,
costantemente rivista e migliorata fino ad essere quella proposta;
forse una canzone programmatica della poetica di Mico Argirò, forse
solo un inno di poesia. La figura centrale è quella del Bohémien, lo
zingaro, il girovago; ma non è soltanto uno zingaro o un girovago, è
proprio quel Bohémien che cantavano i grandi poeti maledetti francesi:
è poesia, è vita, è lessere sospeso tra la notte e il vino, tra le
rose e il cielo. Il Bohémien è lartista, lanticonformista che, dopo
la dura lotta contro il suo tempo e la sua vita da ultimo, rimane
vincente. Il Bohémien è lattore, lattore di se stesso, della sua
vita, linterprete della costante recita che si apre nel sipario; la
sua compagnia è una compagnia di vinti, una compagnia di ultimi, di
disadattati, di malfattori... .un coro in direzione ostinata e
contraria. Risveglio è tra i più interessanti brani del CD , una
canzone sui primi attimi del dopoguerra, i primi momenti dopo la
ritirata dei carri armati. Nello svegliarsi del sole si muovono sulla
scena, quasi tinta dei colori tipici della terra, personaggi (uomini,
donne, ragazze) impegnati a ritornare alle proprie vite, a riprendersi
le proprie case, ad aggiustare le macerie, fisiche e del cuore. Lunico
sollievo di tutti questi personaggi è dato dallalzare gli occhi al
cielo nel vedere gli uccelli che, liberi, volano verso altre mete; gli
uccelli sono i sogni di queste persone, sono la voglia di ricominciare,
sono treni verso mete lontane, distanti dal mondo di morte e
distruzione che luomo ha creato. Gli uccelli sono come i Limoni di
Montale: lunico accenno di colore in una giornata cupa. Scrivendo di
te è uno dei pezzi più intimistici di tutto il disco: è la storia
della Piccola Rosamaria, la nipotina di Mico Argirò, morta a soli
quattro giorni. Il brano fu scritto circa nove mesi prima della nascita
della piccola e, poi, a causa degli eventi, è stato rimaneggiato e
riscritto. Doveva essere una dolce ninna nanna ed è diventata una
canzone daddio; malinconica e struggente, dolce e commuovente, uno di
quei brani che difficilmente non toccano il cuore. Una storia di tanti
anni fa ritmato e energico, il brano risente molto dellesperienza
popolare di Mico Argirò; è difficile rimanere insensibili a questa
musica che attira proprio a battere il piede e scatenarsi. E la
storia di una ragazza, una figura leggendaria, che uccide il principe
che la stava violentando e diventa una brigantessa nel nostro sud.
Interessante è il concetto, espresso nella variazione: Ti stupirai che
in una storia già raccontata si nasconde la tua prossima puntata; ma è
il ritornello che esplica il significato di tutto il pezzo: Memoria di
un tempo andato che non tornerà, Memoria di un tempo vivo di questa
città. Maria E interessante vedere come, in un mondo di Mico Argirò
fatto di ultimi e disadattati, compaia il personaggio di Maria, la
Madonna. Qui Maria è vista come una ragazza, una donna con tutte le sue
paure che si trova davanti a un destino difficile, che si trova davanti
ad un figlio, non concepito, che è già destinato a morire e a soffrire.
E così la Madonna è una ragazza che davanti allAngelo che parla ha
paura, ha un momento di smarrimento, non è più quel personaggio
imbalsamato di cui ci parla una tradizione millenaria, è una ragazza
come tutte le altre, è umana, triste di fronte la gente che parla, la
sua storia è accaduta duemila anni fa ma potrebbe accadere oggi. E
proprio lumanità la grande dimensione di questo pezzo, unumanità
sottolineata dal violino che, come in unAve Maria, commuove con la sua
melodia. Dietro lo Specchio è una canzone scritta precedentemente a
Bohemien, tenuta molto più tempo sotto il labor limae e i vari
miglioramenti è arrivata ad una precisissima stesura interamente
simbolica e evocativa. Contrariamente a quanto può sembrare dal ritmo è
una canzone di dolore, di profondo dolore:è la domanda che ogni uomo si
fa di fronte al mistero della morte. Perché?. Le storie della canzone
si intrecciano, quasi in un film, sullo sfondo silenzioso e ventilato
della strada vuota di notte; appaiono così la ragazza che muore
divorata dallanoressia, i ragazzi che muoiono con un incidente in
motorino e la prostituta che è ormai troppo ubriaca di vita. Sono
questi personaggi di profonda umanità, vivi nella loro essenza. La
canzone è indirizzata direttamente a chi gestisce le nascite e la
morte degli uomini, a Lui la domanda : Perché?, a lui che silenzioso
guarda tutta la scena Dietro lo Specchio del cielo.
Nellaula consiliare della città di Agropoli, alla presenza
dellassessore alla Solidarietà Sociale, dottor Angelo Coccaro, in una
sala gremita di giovani ma anche di amici ed estimatore
delladolescente artista agropolese, presenti anche organi di stampa,
radio e televisioni locali, in un dibattito semplice e spontaneo, è
stato illustrato dai relatori il motivo ispiratore della produzione
canora di Mico Argirò, un cantante ed animatore di un gruppo musicale
che senza dubbio continuerà a far parlare di se attraverso canzoni di
successo. Dopo la cerimonia nei saloni del Centro Sociale Polivalente
che dista meno di cento metri dal comune, è stato offerto un rinfresco
a tutti gli intervenuti, al quale hanno partecipato anche molti anziani
frequentatori della struttura sociale. Renato Volpi



