La decisione del sindaco Antonio Domini di nominare i nuovi assessori e il vice-sindaco escludendo di fatto la Margherita dalla maggioranza, non è andata giù a questo partito che ha così diffuso un comunicato che recita: "Nonostante la disponibilità espressa da parte della Margherita di ricomporre la crisi amministrativa, con senso di responsabilità e spirito di servizio nei confronti della città; grazie alla disponibilità del ViceSindaco Bruno Dalto e dell’Assessore Carmine Serra di contribuire col proprio passo indietro alla risoluzione della crisi; in data odierna il Sindaco, senza alcun preavviso né ragionevole motivazione, ha provveduto a revocare anche gli Assessori Benevento e Rizzo, e contestualmente ha formato una nuova maggioranza con il coinvolgimento finanche dell’UDC. L’Assessore Spinelli ha immediatamente presentato le proprie dimissioni, gesto convinto e responsabile, che priva totalmente La Margherita di alcuna rappresentanza all’interno dell’amministrazione, passando ufficialmente all’opposizione. Chiunque, anche candidatosi con la lista della Margherita, millanterà di rappresentare la stessa all’interno dell’Amministrazione lo farà in dispregio del partito, degli iscritti e degli eletti. La Margherita, forza da sempre leale all’interno della coalizione di centrosinistra, esprime il più fermo dissenso nei confronti di un’azione pretestuosa e vigliacca che priva l’Amministrazione cittadina della forza che maggiormente ha contribuito al successo elettorale della coalizione e del Sindaco Antonio Domini, confermatasi alle recenti elezioni politiche primo partito del centrosinistra. La Nuova Agropoli che La Margherita con forza, coraggio e grande lealtà ha cercato di costruire in questi anni, si infrange irrimediabilmente con il più bieco colpo di mano realizzato in totale disprezzo del corpo elettorale e della città, recuperando alla guida e alla gestione della cosa pubblica forze ed esponenti politici che i cittadini con il loro voto democratico avevano privato della loro fiducia. L’esclusione della Margherita fa riemergere vecchie logiche fini all’esercizio del potere che non appartengono, né mai potranno appartenere, alla nostra cultura dello stare insieme".



