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Agropoli: mare più caldo, pericolo per flora e fauna marina


Il mare italiano e un pò più blu, lo dice Legambiente che un comunicato fa sapere che il mare italiano presenta quest’anno meno batteri e altri microrganismi fecali. Le spiagge che hanno superato a pieni voti gli esami della balneazione sono 388 (l’87,6% del totale), mentre l’anno scorso la percentuale si era fermata all’87,3%. E ci sono ben tre regioni, ed è la prima volta che accade in più di due decenni, dove in tutte le località campionate i valori si sono mantenuti entro i limiti di legge: un en plein di trasparenza che accomuna Sardegna, Molise e Basilicata.

“C’è un quadro contraddittorio – ha sottolineato Angelo Gentili, entrando subito nel dettaglio del programma scientifico di Goletta Verde di Legambiente – Questo costante, anche se lento miglioramento delle acque di balneazione è sintomo di una capacità di depurazione delle acque fognarie più efficiente, di scarichi più controllati. In altre parole è frutto di una maggiore attenzione della amministrazioni alla qualità del mare. Nello stesso tempo però il deciso e repentino peggioramento delle foci dei fiumi – e quell’acqua poi naturalmente si riversa in mare – dicono che l’operato degli enti locali non merita sempre giudizi positivi. Anzi”. Nel dettaglio il bilancio finale di Goletta Verde evidenzia che su 443 punti campionati, 388 (ovvero l’87,6 %) sono risultati perfettamente puliti. 38 (8,5 %) sono leggermente inquinati, 7 (1,6 %) inquinati e 10 (2,3 %) fortemente inquinati. Sul podio delle Regioni con il mare più pulito, il gradino più alto spetta a pari merito alla Sardegna, al Molise e alla Basilicata che possono vantare il 100 % dei punti campionati in perfetta regola. Ultimo in classifica l’Abruzzo che raggiunge solo un 67 % di campioni puliti. Il 47,4 % dei punti campionati alle foci dei fiumi è gravemente inquinato, il 27,1 % leggermente inquinato e solo il 13,6 % pulito: soprattutto al Sud, ma non solo, lungo i corsi d’acqua scarseggiano gli impianti di depurazione e abbondano invece gli scarichi illegali, mentre l’abusivismo edilizio, con migliaia di case senza depuratori né fogne, riversa anch’esso il suo pesante carico d’inquinamento nei fiumi o direttamente nel mare, e alimenta l’erosione delle coste. Accanto ai fiumi, spesso nerissimi, ci sono altre note estremamente negative che arrivano da alcune località rinomate per il loro mare.E poi c’è l’altra faccia della medaglia, ci sono i fiumi: troppo inquinati La percentuale di acque fluviali che arrivano alla foce pulite si è pressoché dimezzata da un anno all’altro: era il 23,3% nel 2006, è il 13,6% quest’estate. E ci sono 28 corsi d’acqua dove c’è una situazione di grave contaminazione, dove l’inquinamento batterico arriva a superare di oltre dieci volte i limiti imposti dalla normativa sulla balneazione. Sono queste le due facce del mare italiano che emergono dal bilancio finale di Goletta Verde di Legambiente. Al Sud restano ancora molto aree dove gli scarichi fognari finiscono in mare o nei fiumi senza un trattamento adeguato. La situazione risulta particolarmente critica a Benevento, Catania e Palermo e sono ancora 9 le città dove il numero di abitanti allacciati è inferiore al 50% della popolazione. I comuni completamente allacciati e depurati sono in tutto una decina, mentre sono una cinquantina quelli con un tasso superiore al 90%.

Altri problemi per il mare arrivano dagli ecomostri vecchi e nuovi, dalla speculazione edilizia e dal proliferare di porti e porticcioli turistici, dal petrolio, dall’inquinamento chimico e dal caldo, dall’aumento costante della temperatura delle acque superficiali. I biologi di Goletta Verde di Legambiente hanno ad esempio trovato picchi di 30 e più gradi anche ad Agropoli. valori ben al di sopra dei 25 gradi che rappresentavano fino a pochi anni fa la normale media stagionale. L’effetto serra, insomma, ha anche il mare tra le sue vittime. Questo è un fatto particolarmente grave in quanto favorisce la proliferazione nelle nostre acquae di specie aliene (la tropicalizzazione) e di alghe che mettono in serio pericolo questo delicato ecosistema danneggiando non solo chi vive di pesca, ma nei casi estremi anche i bagnanti con gravi effetti sul turismo.

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