Politica

Agropoli: il P.d.L. sugli avvisi di garanzia "Siano garantisti"


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Continua a suscitare reazioni la notizie delle indagini a carico del sindaco di Agropoli Franco Alfieri e della sua intera amministrazione comunale. Questa volta ad intervenire è il Popolo delle Libertà che tramite una nota sottolinea che i consiglieri comunali del partito di Berlusconi avevano in consiglio comunale già sottolineato le irregolarità nella costituzione della STU, ma al tempo stesso il direttivo del partito mette in evidenza la necessità di non fare atti di sciaccallaggio sulla vicenda
"Le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la maggioranza di centro sinistra al Municipio di Agropoli non sono una novità per noi - si legge nella nota del coordinamento cittadino del P.d.L. - I nostri due consiglieri comunali Malandrino e Pesca hanno fatto una durissima opposizione sull'acquisto del castello e sulla legittimità della STU. Il confronto tra i nostri rappresentanti e l'amministrazione è avvenuto regolarmente in consiglio comunale la sede istituzionale per la disccussione di tali argomenti. . Avevamo ragione prima e ancor di più ne abbiamo adesso. Senza entrare nel merito della vicenda riteniamo assolutamente fallimentare l'azione amministrativa di Alfieri e compagni ,nel contempo pur avendo fiducia nell'azione della magistratura siamo garantisti e riteniamo che tutti coloro coinvolti della vicenda siano persone serie e perbene e ad oggi sono solo avvisati che su di loro si sta indagando.Un'azione normale da parte della magistratura, un atto dovuto. Per cui stigmatiziamo ogni forma di sciacallaggio politico su questa attività della magistratura. Invitiamo il sindaco a raccordarsi di più anche con le opinioni e le scelte della minoranza come nella fattispecie. Riteniamo non debba essere il tribunale la sede di confronto ma il consiglio comunale e l'attività politica in esso. Auspichiamo un dibattito sulla vicenda,il sindaco deve andare a riferire in consiglio comunale per come stanno le cose anche per rassicurare l'opinione pubblica. Siamo certi dell'onestà delle persone coinvolte in questa vicenda e della buona fede negli atti sotto la lente di ingrandimento della magistratura. Ribadiamo però che oltre a qualche opera pubblica sia fallimentare politicamente l'attività dell'amministrazione Alfieri,ribadiamo però di essere altrettanto certi dell'onestà dei componenti dell'amministrazione,dei consiglieri comunali,degli assessori,del sindaco e di tutti coloro coinvolti nella vicenda giudiziaria. Siamo indignati per il persistere ad Agropoli di cellule di comunisti che invece di lavorare per il bene della città continuano a spargere fango e veleno. Il loro fallimento amministrativo ad Agropoli è storia,la loro spudoratezza è sotto gli occhi di tutti. Sono circa 20 anni che queste persone seminano odio e rancore ad Agropoli. Prendiamo atto in questo senso che la sinistra di Agropoli è frantumata e spaccata e le denunce alla magistratura è una sporca resa dei conti per chi prima andava a braccetto con l'attuale sindaco e ora invece tenta di sorprenderlo con atti non politici ma di ben'altro regime. Se si hanno i numeri bisogna battere Alfieri alle elezioni non con le denunce alla procura. Il nostro partito fa un'opposizione seria e serena e spesso ha ragione ma non per questo si rivolge alla magistratura,certo usciamo sconfitti alle elezioni e democraticamente rispettiamo l'elettorato e gli eletti. Riteniamo sia questa la strada giusta per una matura democrazia nella nostra splendida cittadina, chi invece continua nella stagione dell'odio e del rancore favorisce l'azione della magistratura agitando l'intimidazione giudiziaria non può essere coinsiderato una risorsa per Agropoli. Ci complimentiamo,infine - conclude il comunicato - con i nostri consiglieri comunali Malandrino e Pesca per la serietà,la dignità e l'efficacia della loro azione di opposizione all'amministrazione di centro sinistra e per come hanno gestito la delicata vicenda dell'acquisto del castello e del presunta illegittimità della STU.

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