Agropoli prepara i festeggiamenti per la Madonna delle Grazie. La chiesa della Madonna delle Grazie, è ubicata nella zona centrale della città di Agropoli. Non si conosce con esattezza lanno della sua costruzione. Tuttavia lo storico Matteo Mazziotti, la pone negli anni antecedenti il 1629.
In origine era una semplice cappella, costruita dai figli di Bartolomeo del Mercato di Laureana Cilento, piccolo Comune dellentroterra a pochi km da Agropoli, intitolata a S. Maria del Pozzo, per la presenza in quel luogo di una cisterna naturale dalla quale si attingeva lacqua per irrigare i campi circostanti. Le cronache parlano anche di un maestoso olmo, sotto la cui ombra, soprattutto nei caldi mesi estivi, trovavano ristori contadini e viandanti. Ambedue scomparvero durante i lavori di ampliamento della cappella nellanno 1951. Con decreto dellOrdinario Diocesano mons. Biagio DAgostino vescovo di Vallo della Lucania datato 15 Settembre 1952, integrato con dichiarazione del Presidente della Repubblica del 1954, veniva riconosciuta a tutti gli effetti civili, la nuova parrocchia di Santa Maria delle Grazie. E da tener presente che fino ad allora lunica parrocchia presente ad Agropoli era quella dei SS. Pietro e Paolo ubicata nellantico borgo. La nuova intitolazione venne attribuita allepoca della terribile pestilenza che nel 1656 scoppiò in tutto il Regno di Napoli, non risparmiando nessun centro abitato del Cilento. Si verificò un forte calo demografico con la cancellazione di tante comunità e di casali. Anche Agropoli, non fu immune dalla pestilenza: sui pochissimi nuclei familiari allepoca esistenti (103), circa una sessantina furono decimati dal morbo. Le genti agropolesi scampate alla malattia per ringraziare la Madonna che tanto avevano implorato in quei momenti terribili, decisero di cambiare il nome originario di Madonna del Pozzo, in Madonna delle Grazie, facendone coincidere la data dei festeggiamenti con quella della scomparsa della peste, presumibilmente l11 Agosto di quellanno. Altra piaga che in quegli anni fece soffrire soprattutto le genti del Cilento costiero furono le frequenti incursioni dei pirati turchi. La più sanguinosa è datata 29 Giugno 1630. In quel giorno Agropoli festeggiava il Santo Patrono Pietro. Dopo un improvviso attacco nelle prime ore del mattino, i pirati furono costretti ad interrompere lassedio del castello dove si erano asserragliati gli agropolesi in fuga per lestrema difesa perché dallentroterra arrivarono in soccorso i rinforzi armati che costrinsero i predoni alla fuga verso le proprie navi ancorate in rada nelle vicinanze del promontorio. Un altro gruppo più agguerrito invece infuriò una feroce battaglia nelle campagne circostanti la cappella, zona oggi denominata Piano della Madonna alla fine della quale i Saraceni ne uscirono sconfitti. Anche in questo caso gli agropolesi non mancarono di ringraziare la Vergine per averli salvati e ancora oggi il luogo di quei tragici eventi è intitolato a Maria a ricordo della sua perenne protezione materna nei confronti delle genti locali. Da mensionare che fino il 1928 a ridosso della Chiesa vi era anche il cimitero cittadino, poi spostato allattuale ubicazione dal primo potestà di Agropoli Barone avv. Gennaro Cagnano. Fra i parroci che hanno retto le sorti della Parrocchia si sono contraddistinti mons. Don Carmelo Merola al quale è succeduto nel 1968 don Armando Borrelli. A questultimo si devono importanti lavori di restrutturazione della Chiesa eseguiti in due fasi: una terminata nel Marzo del 1989, la seconda nellAprile del 1990. Alla guida della parrocchia si sono susseguiti poi Don Romigio Bellizio e lattuale parroco Don Bruno Lancuba.



