Un articolo sul nostro portale e d'improvviso Agropoli diventa una città incivile, un luogo da cui andar via in fretta, una città dove predomina il razzismo, la violenza, la non tolleranza nei confronti di due omosessuali che volevano solo trascorrere qualche giorno di vacanza. I giornali, la Tv, d'improvviso hanno trasformato la nostra città in un paese invivibile e pericoloso, travisando, ampliando, catastrofizzando i fatti reali. Avevamo parlato, nell'articolo ripreso poi da ogni organo di informazione e dalle agenzie di stampa, di due gay presi in giro avvicinati da un gruppo di balordi. L'unico contatto era stato un tentativo di tirare l'orecchio ad uno di loro e d'improvviso ecco la stampa nazionale e le Tv che trasformano le offese in minacce, le tirate d'orecchio in aggressione. Come di consueto il mondo delle associazioni, della politica, dei perbenisti ritrova quella moralità perduta da tempo e porge scuse a nome degli incivili agropolesi, degli italiani tutti e si affretta dire non siamo così. Già, alcuni di loro sono anche peggio! Ma intanto gli agropolesi vengono additati come incivili, zulù che pur essendo a nord dell'equatore sembrano portare nell'immaginario collettivo ancora l'anello al naso. D'improvviso l'Italia e gli italiani prendono le distanze da una città, Agropoli, che forse qualcuno non ha mai sentito neanche nominare ma che da oggi diviene una nuova località di un qualsiasi paese del terzo mondo.
Sia chiaro, non vogliamo trovare scusanti, ma ci pare che l'episodio sia stato eccessivamente amplificato. Inoltre vogliamo capire che colpa hanno di tutto ciò gli agropolesi? Nessuna, se si pensa che chi ha assistito al fatto è pronto a giurare che gli incivili non fossero gente del posto bensì villeggianti(come l'autore dell'articolo Antonio Corrente sottolineava)o forse tante: l'episodio è avvenuto ad Agropoli dove purtroppo le estati continuano a caratterizzarsi per un turismo di massa di basso livello che ogni anno crea spiacevoli episodi non soltanto per i due partner omosessuali che mano nella mano passeggiavano per il lungomare ma anche per i cittadini stessi che per due mesi, sono ospiti nella propria città.
Agropoli è una città civile, lo ripetiamo. Certo non brilliamo per senso civico, per rispetto del nostro stesso paese, ma è difficile ripercorrere la storia e ritrovare episodi di una simile gravità commessi da un agropolese.
D'altronde una piccola dimostrazione già vi è stata: forse per amore, forse per provocazione, ma nella tarda serata tra il 17 e il 18 Agosto, due ragazzi hanno passeggiato mano per la mano per il centro cittadino. Non sono certo passati indifferenti attirando le curiosità della gente ma quel gesto dei due di tenersi la mano non ha fatto smuovere nessuno né con le parole né con i fatti.
In ogni caso, avvenimenti come quelli descritti dai giornali e non come quelli presentati nell'articolo pubblicato sul nostro portale che fedelmente ha riportato i fatti senza distaccarsi dalla realtà e senza amplificare un fenomeno comunque grave, devono far ragionare i singoli autori sul gesto inumano e noi stessi cittadini agropolesi e con noi la nostra amministrazione comunale sulla necessità di intervenire per tentare di portare ad Agropoli un turismo più d'élite favorendo la qualità e non la quantità. E.R.



