Non accenna a placarsi la polemica interna al P.d.L. di Agropoli che, dopo le polemiche con l'ex consigliere comunale di A.N. Mario Capo, è costretto ad incassare un altro duro colpo da parte, questa volta, del professore Michele Ragone già assessore durante l'ultima amministrazione cittadina di centro-destra e rappresentate del Coordinamento unitario cittadino del Popolo delle Libertà, nato durante la campagna elettorale per le elezioni Provinciali: "Di ritorno ad Agropoli dopo un breve periodo di ferie, ho letto con
stupore su InfoAgropoli la serie di sguaiati comunicati che un
fantomatico direttivo PDL ha prodotto in occasione delle manifestazioni
studentesche". Le risposte degli studenti, espresse con linguaggio misurato (e corretto), mi sono parse oltremodo civili e da prendere in considerazione, se il misterioso interlocutore del fantomatico PDL non avesse dimostrato di avere più veloce la penna che acuto il pensiero...
Ho apprezzato la dissociazione del Dott. Mario Capo, stimato esponente del centrodestra e alla sua aggiungo anche la mia, senza alcuna riserva, dal momento che con il PDL di Agropoli non ho più niente a che fare dal termine delle elezioni provinciali, come si può evincere dalla comunicazione da me fatta al direttivo unitario PDL di Agropoli (via Simeoni 9) in data 11-6-2009 (di seguito pubblicata n.d.r.). Certo il PDL perderà solo il mio voto (secondo l'acuta osservazione del Cittadino S.V.), ma dovrà rinunciare anche al mio disinteressato impegno politico, in aggiunta alle tante altre persone che dignitosamente si sono già allontanate in passato".
Parole dure quelle del professore Ragone che evidenziano ancor di più la crisi in atto nel centro-destra agropolese.
Di seguito la lettera di dimissioni dell'ex assessore all'Istruzione dal Direttivo Unitario del P.d.L. inviata lo scorso 11 Giugno, al termine delle elezioni Provinciali. Dal testo appare ancora più evidente lo stato di disgregazione del partito:
"Cari amici,
è da poco terminata una difficile campagna elettorale nel corso della quale alle difficoltà di lottare contro un avversario in prodigiosa ascesa (Alfieri), si sono aggiunte le mosse scomposte di chi dall'interno (Malandrino) pretendeva di rappresentare tutti, complicando oltremodo l'azione moderatrice del coordinamento unitario cittadino e giungendo di fatto a delegittimarne l'azione "aprendo i battenti" motu proprio di una sezione PDL presso il proprio comitato elettorale.
Nel corso di tutta la campagna elettorale il Coordinamento unitario cittadino non si è schierato con nessun candidato in particolare, ma li ha sostenuti tutti per favorire, nella difficile situazione di Agropoli, il migliore risultato possibile per il candidato Presidente. È stata battuta la logica meschina del "chi non è con me, è contro di me" cercando di dare dignità umana e politica a tutti i candidati dello schieramento impegnati in una missione impossibile.
Al fine di favorire un sereno dibattito interno al Circolo PDL di Agropoli e in attesa delle determinazioni che i vertici provinciali vorranno prendere, indipendentemente dalle millantate intese raggiunte con l'on. Verdini e con l'on. Cicchitto dai Consiglieri Pesca e Malandrino, rassegno le mie dimissioni da ogni incarico"



