Continuano anche oggi ad Agropoli le ricerche del pescatore scomparso in mare nella giornata di ieri in seguito al ribaltamento della sua barca. A setacciare il tratto di mare comproso tra il Lungomare San Marco e il fiume Solofrone le motovedette della Guardia Costiera, i sub dei Carabinieri e un elicottero dei Vigili del Fuoco. Con il passare del tempo però si riduce sempre più la speranza di trovare in vita Giovanni Alfano, 60enne di Sant'Antonio Abate. Salvo invece l'altro pescatore G.A. 52 anni di Santa Maria la Carità che dopo il ribaltamento del natante è riuscito a mettersi in salvo a nuoto.
Arrivato a pochi metri dalla spiaggia, l'uomo è stato letteralmente trascinato a riva da un pescatore della zona che ha immediatamente dato l'allarme. Secondo le ricostruzioni, erano circa le 18.00 di sabato pomeriggio quando i due stavano calando delle reti a mare dalla loro piccola imbarcazione in vetroresina. Entrambi però, si sono sporti sulla stesso lato facendo sì che il natante si sbilanciasse fino a ribaltarsi. G.A. ha cercato di raggiungere a nuoto la riva, mentre il suo amico, non sentendosi in forze, ha preferito rimanere aggrappato all'imbarcazione. Ma un malore probabilmente lo ha colpito portandolo alla morte. Ora le ricerche del suo corpo proseguono ma, come spiega un esperto della Guardia Costiera, sono difficoltose per due motivi: il fondale è melmoso e pertanto la visibilità è ridotta ed inoltre, la morte per un malore e non per affogamento, ha fatto sì che l'uomo non bevesse molta acqua. Questo significa che il corpo è rimasto sul fondo e soltanto quando i polmoni si riempiranno completamente d'acqua rimergerà. Ciò potrebbe accadere anche a 48 ore dalla morte. Le ricerca sui fondali comunque continuano. Sul posto sono giunti anche i familiari che sperano almeno di riavere il corpo del loro caro mentre l'altro pescatore è stato dimesso in serata dall'Ospedale Civile di Agropoli e ha già fatto ritorno a casa.



