Alfonso Gatto sarebbe stato molto felice di assistere a tutto questo. Francesco DEpiscopo, docente alla Federico II di Napoli, ha iniziato con questa certezza il suo discorso in occasione della manifestazione con cui, sabato 21 Marzo, il Liceo A. Gatto di Agropoli ha celebrato il centenario dalla nascita del poeta salernitano e premiato i giovani vincitori del I concorso di poesia Alfonso Gatto. Un evento su cui il Liceo ha lavorato con grande passione e devozione e che alla fine ha ripagato tutti con la sua riuscita luminosa ed emozionante, superiore ad ogni aspettativa.In unaula magna felicemente restaurata e arricchita per loccasione da una serie di pannelli figurativi realizzati dagli studenti, è il preside Pasquale Monaco a prendere per primo la parola ed esprimere tutta la soddisfazione e la gratitudine verso chi ha contribuito alla realizzazione di una giornata così importante. Questa scuola sente forte la sua identità dice, ed è per questo che auspichiamo la concretizzazione a breve di una Fondazione Alfonso Gatto, della quale il liceo potrà essere membro permanente e alla quale potranno partecipare attivamente anche i nostri professori in pensione. Subito dopo la parola passa al sindaco di Agropoli Franco Alfieri. Eventi di questo tipo afferma, fanno onore alla nostra istruzione e alla nostra cultura, e troveranno sempre un sostegno vivo e convinto da parte nostra. E alludendo al positivo procedere dei lavori per la nuova sede della scuola, rassicura: per la prossima manifestazione il liceo Gatto potrà contare su uno spazio più grande ed efficiente. Al tavolo della celebrazione è presente anche lassessore allidentità culturale e alla pubblica istruzione Franco Crispino, che puntualizza limportanza della nuova sede che sta per sorgere ed esprime la gioia di partecipare allevento nella triplice veste di ex studente, assessore e genitore. La famiglia del poeta è invece rappresentata dal nipote di Alfonso Gatto, emozionato e commosso nellassistere a un evento così delicato, nel respirare unatmosfera così positiva e sincera in onore dellillustre parente. Siamo tutti molto legati ad Agropoli, il primo paese ad aver onorato mio zio con lintitolazione di un istituto scolastico. Un riconoscimento che neanche Salerno, la sua città Natale, gli ha donato. Francesco DEpiscopo, docente di Letteratura Italiana allUniversità Federico II di Napoli, è lospite donore e il relatore della celebrazione. Egli racconta con eloquenza leggera e piacevole la vita, gli aneddoti, la personalità di Alfonso Gatto. Parla della sua infanzia e della sua famiglia, dellantifascismo e dellattaccamento ai luoghi, delle gioie e delle speranze, dei dolori e delle manie. Partendo dal rapporto tutto particolare con il suo cognome: Credeva di essere un gatto, Alfonso Gatto. E si firmava con la g minuscola. Come i gatti si affezionava solo a determinate persone e a determinati posti, e nel campanello delle sue case non scriveva il suo nome, ma disegnava un gatto. Poi ricorda la sua mente eclettica, attiva, mai ferma, che lo portò ad essere poeta ma anche scrittore, giornalista sportivo, pittore. Nelle sue poesie, spiega DEpiscopo, il tema della morte trova ampio spazio, ma sempre accompagnato da uno sbocco di vita. Limportante, per Gatto, era non morire da vivi. Dopo lapprezzato intervento del docente universitario, la manifestazione prosegue con la presentazione da parte degli studenti dei lavori con cui dallinizio dellanno si sono preparati al centenario: un libro contente commenti, immagini e riflessioni sulle poesie di Gatto divise tramite i tre temi fondamentali di affetti, luoghi e impegno civile; alcuni filmati sullamore e sulla guerra, scanditi dai versi del poeta; una serie di immagini pittoriche, fotografiche e ornamentali, realizzate sotto la coordinazione della prof.ssa Giuseppa Guida, con cui laula magna della struttura è stata preparata ad accogliere la celebrazione. A coordinare gli studenti nei loro progetti e nella preparazione della giornata sono state le prof.sse Cinzia Gliubizzi, Concetta Romanelli e Annamaria Petolicchio, le stesse che hanno composto, insieme al prof. Francesco Guglielmotti, la commissione del I Concorso di Poesia Alfonso Gatto, indetto allinizio dellanno scolastico e terminato proprio nel corso della manifestazione di sabato, con la premiazione dei vincitori. Le tre poesie che hanno ricevuto a pari merito il premio del concorso sono Padre, dove vai?, di Ilaria de Rosa, Petulates di Giampietro Marra e Nenia dei vecchi pastori di Tiffany Pisciottano. Una menzione speciale è stata invece assegnata ad altre sette meritevoli poesie, composte da Margherita Barlotti, Katia Inverso, Roberta Barbato, Eliana Vona, Caterina Comite, Michele Palisciano e Mariachiara Cirillo. E con la premiazione del concorso si conclude anche questa giornata di cultura, emozione, arte. Un successo per tutti, dalle insegnanti, che hanno lavorato al progetto con sacrificio e abnegazione ma che alla fine sono state ripagate con la partecipazione e lapprezzamento di tutti, agli studenti, che hanno potuto conoscere più approfonditamente lopera e la figura del poeta. Noi studenti di questo liceo hanno detto presentando il loro lavoro, abbiamo sentito e scritto il nome di Alfonso Gatto infinite volte, e adesso grazie a tutto questo siamo riusciti ad andare oltre quel nome, molto oltre. Abbiamo imparato a conoscere una sensibilità così grande e così presente con gli occhi e con la mente nel 900 della nostra Italia e della nostra terra. Nonostante tutto quello che si dice sul nostro modo sempre più sintetico e rapido di comunicare, non abbiamo mai perso lattrazione verso la poesia, verso la forza sentimentale della parola. Amiamo la poesia e da oggi possiamo amare di più anche Alfonso Gatto, ed essere fieri di aver studiato fra queste mura che portano il suo nome. Giovanni Landi



