Nella giornata dell11 ottobre 2006, i Carabinieri di Agropoli unitamente a quelli del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Salerno, a seguito di indagini avviate da tempo, hanno fatto irruzione in un fabbricato della periferia ove hanno scoperto un laboratorio tessile ove venivano anche ospitate le maestranze, tutte cittadine straniere clandestine. Sono subito emerse le responsabilità di Cristina C., quarantatreenne, rumena, peraltro con precedenti per reati in materia di immigrazione, la quale è stata arrestata per aver ingiustamente tratto profitto dal lavoro svolto da undici sue connazionali che erano state clandestinamente introdotte in Italia per essere impiegate come operaie nel laboratorio abusivo ricavato al piano terreno dello stabile, regolarmente locato, gestito dalla donna. La rumena aveva anche predisposto al piano superiore camere e locali ove ospitava le clandestine, per le quali sono state avviate le doverose procedure di espulsione. Le indagini sono sorte allorquando è emerso che una cittadina italiana, alla quale peraltro era stato riconosciuto lo status di invalida civile, si è vista recapitare documenti dai quali emergeva che la stessa risultava regolarmente impiegata presso una fantomatica ditta di Agropoli. Con il contributo qualificato dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Salerno sono stati svolti approfonditi accertamenti a conclusione dei quali è stata individuata la anzidetta manifattura. Per correttezza di informazione, va detto che, diversamente da altri casi purtroppo noti, pur non riunendo comunque i requisiti di sicurezza previsti per le attività artigianali, lo stabile si presentava in discrete condizioni e le operaie si trovavano in buone condizioni generali, ferme restando la totale irregolarità della posizione lavorativa. La C. è stata ammessa al regime degli arresti domiciliari.



