Oggi e domani si vota in Italia per tre referendum abrogativi. Altrettante le schede: una di colore viola (sul premio di maggioranza alla lista più votata - Camera), una beige (sul premio di maggioranza alla lista più votata - Senato), verde (sulle candidature in più circoscrizioni). Si vota tracciando un segno sul 'SI'' per abrogare gli articoli in questione, 'NO' per lasciarli invariati.
Il primo e il secondo quesito prevedono il premio di maggioranza alla lista più votata e l'innalzamento della soglia di sbarramento.
Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema
proporzionale con premio di maggioranza. Il premio è attribuito su base
nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. E'
assegnato alla singola lista o alla coalizione di liste che ottiene il
maggior numero di voti. In caso di esito positivo del referendum, la
conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista
singola e non più alla coalizione di liste che abbia ottenuto il
maggior numero di seggi.
Un secondo effetto del referendum è che abrogando la norma sulle
coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento: per
ottenere rappresentanza parlamentare le liste devono raggiungere un
consenso del 4% alla Camera e 8% al Senato. La lista più votata ottiene
dunque il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio,
mentre le liste minori devono superare lo sbarramento.
Il terzo quesito riguarda l'abrogazione delle candidature multiple in
più di una circoscrizione per uno stresso candidato. L'eletto in più
circoscrizioni con l'attuale legge decide, di fatto, il destino di
tutti gli altri candidati, la cui elezione dipende dal fatto che,
scegliendo uno dei seggi che ha conquistato, lascia liberi gli altri.
Attualmente, circa un terzo dei parlamentari è stato eletto in questo
modo. Con l'approvazione del terzo quesito la facoltà di candidature
multiple verrebbe abrogata sia alla Camera che al Senato.
Fin ora le percentuali di votanti rilevate alle 12.00 di questa mattina sono notevolmente basse. In Italia l'affluenza alle urne per il referendum è del 4% contro il 12% dei ballottaggi per le elezioni comunali e il 7,90% dei ballottaggi per le elezioni provinciali. Il dato è notevolmente più basso ad Agropoli dove, alla stessa ora, l'affluenza non aveva raggiunto il 2%.
Il referendum è valido se votano il 50% più uno degli aventi diritto.Le operazioni di voto si svolgeranno dalle 8 alle 22 di domenica 21 giugno e dalle 7 alle 15 di lunedì 22.



