Politica

Agropoli: Vessicchio risponde a Parisi, Domini e Cappetta


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Ne ha per tutti il giornalista Sergio Vessicchio che, come un fiume in piena, risponde ai messaggi lanciati attraverso il nostro portale da Parisi, Cappetta e Domini. Oggetto della discussione, è la presunta spaccatura del PDL agropolese e gli attacchi che questo partito ha mosso nelle scorse settimane verso gli studenti. E così, dopo le critiche di Parisi al partito di Berlusconi, sono arrivate le repliche di altri due esponenti del P.D., il prof. Cappetta e l'ex sindaco Antonio Domini che hanno tentato di smorzare i toni ottenendo invece il risultato opposto.
"Per chiamata in causa- afferma Vessicchio - mi vedo costretto a rispondere al gruppo di persone Domini, Cappetta, Parisi tutti candidate nella stessa coalizione nelle scorse elezioni. Domini si ricorda che esiste ancora, rispondendo al sottoscritto per difendere il galoppino Parisi in evidente difficoltà dopo aver fatto incetta di clamorose brutte figure. Farebbe bene a partecipare più attivamente alla vita politica di Agropoli visto che è ancora consigliere comunale in carica anche se pochi se lo ricordano vista la scarsa presenza ai consigli comunali. Coerenza vuole che si debba dimettere. A Domini ricordo che io gli argomenti li uso con chi ne sa cogliere lo spirito e i contenuti e non per gente politicamente e socialmente sordomuta. Io non ho insultato il Parisi lo dico ancora una volta, l'ho invitato ad essere più equilibrato cosa che anche Domini gli dovrebbe suggerire. Se poi ritenete che io abbia offeso c'è la Procura visto che l'attività di denuncia è molto avvezza ai Domni. Confondere una risposta con insulto è operazione di basso cabotaggio e di mero comunismo. Domini dovrebbe accorgersi che il muro di Berlino è caduto 20 anni fa.

Quando Domini afferma che io ho insultato Ragone sbaglia ancora ed è dimostrabile, afferma il falso quando ritiene che non ha avuto mai rapporti politici con lo stesso Ragone, basta ricordare la fallimentare esperienza di Alleanza Democratica di cui, con lo stesso Ragone, era il fondatore. Poi Domini rimane una risorsa per Agropoli e non a caso la sua nomina da parte della Regione nell'azienda Improsta il nostro giornale l'ha salutata con favore.

Per quanto riguarda Cappetta, vabbè, era un buon mediano quando giocava a calcio, una brava persona ma scarso nel fare politica e ancor di più nella sua opera di mediazione visto che non individua gli argomenti giusti e pretende di entrare nelle discussione senza mai essere chiamato in causa ma solo perchè mandato avanti dai docenti del Liceo Scientifico. A Parisi non ho mai contestato il suo difendere il Gatto ci mancherebbe altro, gli ho contestato la valutazione a senso unico fatta nel parlare del PDL senza guardare nel centro sinistra ricordandgli l'episodio nel quale il mio giornale lo ha difeso quando, mandato avanti dai Domini,fu buttato fuori dal partito di cui Cappetta è iscritto, il PD. A Cappetta ricordo che non sono io a dire bugie, sono gli studenti a sentenziare quello che avviene dentro la scuola Gatto . Se parla di mala fede accusa direttamente gli studenti. Invece sostengo che gli insegnanti lo hanno voluto mandare avanti dopo l'imbarazzante nota messa in giro sugli organi di stampa dove hanno fatto brutta figura. Il suo inopportuno e inutile intervento non servirtà a Cappetta per scalare posizioni nè nella scuola nè nel PD di Agropoli.

Per cui Parisi può rispettabilmente dire la sua sul Gatto e su altro,non gli è consentito di far passare come notizia il suo pensiero. Spero che Cappetta voglia capire il senso di quanto affermo. La dialettica non può essere tale solo se va da un lato,la dialettica è un confronto al quale Domini e Parisi non sono abituati e vanno bacchettati. Per quanto riguarda Parisi chiude un argomento mai aperto e parla di toni bassi ,e certo quando si parla con lui i toni si abbassano, ha appeso però il chiodo ad un brutto ferro perchè io so salire e scendere nei toni,dipende da chi è l'interlocutore e se è Parisi i toni precipitano fino a toccare il fondo. Spero di non dover più intervenire,la gente si aspetta altro,ma se verrò ancora chiamato in causa - conclude il direttore de Il Cittadino - non potrò non rispondere. Sergio Vessicchio"

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